Il divieto di fumo di Milano resiste al Tar: respinti i ricorsi di un tabaccaio e di un cittadino

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Sbatte contro il muro del Tar il tentativo di far cadere il divieto di fumo adottato ai principi del mese di Gennaio dal Comune di Milano.
Il Tribunale amministrativo della Regione Lombardia, infatti, ha respinto la “richiesta” di un fumatore e di un tabaccaio che si erano rivolti al primo grado della Giustizia amministrativa chiedendo l’annullamento dell’articolo 9 del Regolamento per la qualità dell’aria.
Si tratta della norma che, votata dal Consiglio comunale meneghino il 19 Novembre 2020 e, come detto, entrata in vigore ai principi dell’anno in corso, aveva introdotto il divieto di fumare, con riferimento al territorio del Capoluogo lombardo, presso parchi, vicinanze di fermate dei mezzi pubblici (nell’impossibilità di osservare una distanza interpersonale di 10 metri), nonchè in parchi gioco, cimiteri e strutture sportive – stadi compresi.

LA DIFESA DEI LEGALI DI BEPPE SALA

I legali dei ricorrenti avevano contestato al Consiglio comunale milanese “uno sviamento di potere” dal momento che l’Istituzione in questione si sarebbe concessa la prerogativa di disciplinare in un settore di competenza che esula da quello suo tipico andando a prevedere “una regolamentazione alternativa e illegittimamente differente da quella vigente a livello nazionale”.
Gli avvocati di Beppe Sala, Primo Cittadino di Milano, che già avevano professato massima tranquillità non appena avuta notifica dei ricorsi presentati, hanno invocato, invece, la potestà regolamentare riconosciuta agli Enti locali dalla stessa Carta costituzionale.
Al di la dell’aspetto tecnico, ancora, dall’Ente milanese, meglio dirsi dal pool dei legali, è stato richiamato il fattore dell’inquinamento ambientale che interessa l’area metropolitana, a maggior tasso di contaminazione entro l’Europa occidentale, dato provato dal frequente sforamento dei valori di Pm10 arrivandosi, ancora, a ricordare come il 7 percentuale del particolato rilevato sia proprio da ascrivere al fumo di sigaretta.

EVIDENZIATO L’ASPETTO DELL’INQUINAMENTO AMBIENTALE

E l’aspetto della “gravità ambientale” è stato esplicitamente richiamato dai togati nell’esprimere la sentenza con la quale si è affermata la piena legittimità del Regolamento e della compressione che esso esercita alla “libertà di fumare” ed alla “libertà imprenditoriale”.
Primo round (sarà anche quello definitivo?) per Beppe Sala: il cittadino ed il tabaccaio, adesso, si arrenderanno o andranno al Consiglio di Stato?