Il dato shock: la metà dei fumatori muore precocemente

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“Gli sviluppi in Nuova Zelanda e nel Regno Unito sono esempi di politiche di salute pubblica progressiste e illuminate.
I leader politici e della Sanità pubblica dovrebbero dare un’occhiata da vicino a questi risultati. Lo svapo può dare un contributo significativo alla riduzione dei tassi di fumo”.

Così Dustin Dahlmann, presidente dell’Independent European Vape Alliance, “cartello” con sede a Bruxelles in Square De Meeûs ed attivo nel perorare su scala continentale la causa della riduzione del danno.
Le parole di Dahlmann, si diceva, per accompagnare l’avvio – proprio nella giornata odierna – di una nuova campagna “volta a educare i fumatori sul potenziale di riduzione dei danni dello svapo rispetto al tabacco combustibile”.

I CASI VIRTUOSI DI REGNO UNITO E NUOVA ZELANDA

“Troppo pochi fumatori conoscono i fatti reali sulle sigarette elettroniche – osservano ancora da Ieva – il che li rende meno propensi a passare a un’alternativa significativamente meno dannosa.
Questa mancanza di comprensione ha gravi conseguenze. Secondo la Commissione Europea –
proseguono da Ieva – Il consumo di tabacco è il più grande rischio per la salute evitabile e la causa più significativa di morte prematura nell’Ue, responsabile di quasi 700.000 decessi ogni anno.
Addirittura, secondo questi dati, il 50% circa dei fumatori finisce per morire prematuramente”.
“Studi indipendenti
– insistono nella nota divulgata dalla associazione – hanno dimostrato che il passaggio allo svapo è spesso un modo efficace per smettere di fumare completamente.
Nel Regno Unito e in Nuova Zelanda, le agenzie governative incoraggiano fortemente i fumatori a passare alle sigarette elettroniche e consigliano agli operatori sanitari di suggerire le sigarette elettroniche come alternativa quando consigliano i fumatori. Il risultato: i tassi di fumo in entrambi i Paesi sono stati notevolmente ridotti.
Molti studi scientifici indipendenti forniscono prove chiare che lo svapo è significativamente meno dannoso del fumo”.

La campagna di sensibilizzazione si pone anche e soprattutto come un modo per trasmettere messaggi che vadano a contrastare l’imperante disinformazione che, purtroppo, vige in materia.

DISINFORMAZIONE E SCETTICISMO

Disinformazione che è anche alla base della titubanza di troppi fumatori nel tentare la via del vaping.
Molti fumatori esitano a cambiare perché sono turbati da affermazioni negative sulle sigarette elettroniche che hanno poche basi di fatto.
Un team di ricercatori internazionali ha esaminato i 24 studi di svapo più citati e pubblicati su riviste mediche.
I ricercatori sono giunti a una conclusione preoccupante: quasi tutti questi studi sono risultati metodologicamente imperfetti; mancavano di un’ipotesi chiara, utilizzavano una metodologia inadeguata, non riuscivano a raccogliere dati rilevanti per gli obiettivi dello studio e non correggevano gli evidenti fattori di confondimento”.

La campagna di sensibilizzazione europea, per concludere, si svilupperà nelle prossime settimane attraverso i canali social dei membri internazionali dell’Independent European Vape Alliance.