Il Ceo di Philip Morris “Lasciate il fumo e passate alle alternative a minor danno”

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“Tutti gli attuali fumatori devono abbandonare il fumo e fare utilizzo di prodotti alternativi a base di nicotina più sicuri”.
Chiaro outing pro “minor danno”, cosa alquanto prevedibile, quello che viene dal numero di Philip Morris International, Andre Catantzopoulos.
Intervenendo nel contesto di un webinair, il Ceo del colosso americano non ha usato mezze misure per esprimere il concetto
“Il fumo provoca gravi malattie – ha evidenziato il medesimo – e il modo migliore per evitare i danni ad esso correlati è quello di non iniziare o smettere di fumare.
Per decenni –
ha proseguito il medesimo – il controllo del tabacco si è concentrato su misure fiscali, di marketing e di altro tipo, anche rigorose, per scoraggiare l’inizio e incoraggiare la cessazione”.
Con risultati che, però, non sono stati lusinghieri se è vero che, ora come ora, a livello planetario si piangono ancora circa 8 milioni decessi tabacco correlati.
Senza contare le morbilità.
“La nicotina, sebbene crei dipendenza e non sia priva di rischi – prosegue il numero uno di Philip Morris International – non è la causa principale delle malattie legate al fumo.
La causa principale sono le sostanze chimiche nocive rilasciate o generate dalla combustione del tabacco e contenute nel fumo”.

CALATZOUPOLOS ASSOLVE LA NICOTINA

La divagazione ha, ovviamente, un suo significato.
Le alternative a minor danno si basano, infatti, anche sull’uso di nicotina.
Le campagne che mirano a boicottare il vaping demonizzano tale sostanza, volendo far passare il messaggio che risieda in essa il cuore del problema tabagismo, così spostando l’attenzione del vero, unico e grande imputato – la combustione.
Mirando, quindi, a far di tutt’erba un fascio.
Un futuro smoking free è raggiungibile – ancora Calatzoupolos – ha bisogno della cooperazione dei Governi e della società civile per raggiungere un consenso sul fatto che, con un’adeguata supervisione e regolamentazione, i prodotti alternativi alla nicotina possono far parte di un’efficace politica del tabacco”.
Coerentemente a questa impostazione, Pmi punta ad avere, entro l’anno 2025, una produzione che sia rappresentata al 50 percentuale dalle alternative.