Il Cdc conferma “È la vitamina ‘e’ il killer”

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La smoking gun. La prova schiacciante, per dirla all’americana. E’ l’acetato di vitamina “e” il “killer” che sta seminando ricoveri e decessi negli Stati Uniti d’America. Sono gli stessi Cdc Usa – ovvero “Centers for disease control and prevention” – a farlo presente.

L’Istituto di sorveglianza sanitaria, in particolare, ha fatto sapere che le analisi condotte su campioni organici di 29 pazienti affetti dalla cosiddetta “Evali”, provenienti da 10 Stati, hanno attestato la costante presenza di, appunto, acetato di vitamina e. Ripetiamo: in ciascuno dei campioni di fluido di lavaggio broncoalveolare provenienti dall’apparato polmonare del paziente è stata rintracciata la particolare sostanza. Nell’82% dei reperti esaminati, inoltre, è stato rinvenuto anhe il Thc. Vale a dire che a finire in ospedale sono state anche persone che non erano contaminate da Thc. Cosa che, quindi, sposta fortemente la lancetta dell’indizio verso la menzionata “vitamina e”.

“La vitamina “e”acetato, o alfa-tocoferolo acetato – spiegano dalla Fondazione Veronesi – è usata come addensante nei liquidi contenenti THC (tetraidrocannabinolo, uno dei componenti principali della cannabis). Si tratta di una sostanza ampiamente diffusa e utilizzata nell’industria. Presente in diversi alimenti, utilizzata anche come additivo alimentare e nella produzione di cosmetici, può però diventare dannosa se inalata”. 

Un qualcosa che, quindi, trova impiego nell’industria ma che non è assolutamente fatto per essere inalato. A quanto pare, invece, più di un avventuriero americano ha adoperato questa sostanza per addensare una base di Thc. Derivato della cannabis ed anch’esso prodotto non lecito e non rientrante tra quelli ufficiali dello svapo.

THC PIÙ VITAMINA E, COCKTAIL MICIDIALE

Quanti sono finiti in ospedale, quindi, si erano inventati, letteralmente, un cocktail di liquidi al di fuori di ogni regola e di ogni autorizzazione. Roba fai da te, quindi, e non prodotti reperibili nei negozi ufficiali. Giusto per chiarire ancora una volta un “concept” che qualcuno volutamente non vuole cogliere.

Il Cdc, da parte sua, “raccomanda alle persone di non utilizzare prodotti contenenti Thc, in particolare da fonti informali come amici, familiari, rivenditori di persona o online“. “Inoltre – viene ancora sottolineato – le persone non dovrebbero aggiungere alcuna sostanza alla sigaretta elettronica o ai prodotti di svapo che non siano previsti dal produttore