I social sono per le e-cig: sbancano gli hashtag pro svapo

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Al di là delle accuse lanciate in modo approssimativo. Al di là delle accuse che suonano come sentenze inappellabili. Ebbene, al di la di tutto ciò. La sigaretta elettronica resiste agli attacchi. Il mondo dei social, infatti, continua a tifare per le e-cig. Lo afferma in modo chiaro e perentorio uno studio condotto da Frontiers in communication.

Lo studio, in particolare, ha preso in esame una mole imponente di post pubblicati su Instagram – ben 245.894 immessi tra il 2017 ed il 2019 – che hanno utilizzato hashtag relativi allo svapo (ad esempio, #vape, #ejuice, #eliquid, #vapecommunity, #vapefam, #vapelife, #vapelyfe, #vapenation, #vapeporn). I ricercatori, quindi, hanno “contato”, letteralmente, quanti “mi piace” – vero termometro del gradimento – questi post avessero “incassato” soprattutto dopo la campagna che, denominata “The real cost”, era stata lanciata contro la sigaretta elettronica dalla “Food and Drug Administration“. Una campagna imponente – aprendo e chiudendo parentesi – quella che fu lanciata dalla FdA per contrastare una presunta e fantasmagorica epidemia di svapo tra gli adolescenti. Sul piatto furono messi ben 60 milioni di dollari (avete capito bene, sessanta milioni) per sostenere l’operazione d’attacco su tutti i principali social e materialmente, attraverso materiali e gadget vari, anche all’interno degli Istituti scolastici.

SUI SOCIAL LE CAMPAGNE ANTI E-CIG HANNO RINFORZATO POSIZIONI SVAPO

Ebbene, questo imponente sforzo economico non ha sortito alcun effetto. Gli hashtag pro-sigaretta elettronica, infatti, hanno continuato ad essere utilizzati (udite udite!) con una frequenza nettamente più importante. Diecimila volte maggiore rispetto a quella #therealcost sponsorizzata dalla campagna Food and Drug. Anzi, paradossalmente, la posizione-social a favore delle sigarette elettroniche si è addirittura rinforzata

“Confrontando i campioni pre-intervento (2017, 2018) e post-intervento (2019) di post di Instagram relativi allo svapo – evidenziano, al riguardo, i responsabili dell’approfondimento in questione – abbiamo riscontrato un aumento triplo del conteggio dei “mi piace” ed un aumento di ben sei volte della percentuale di quelli con oltre 100 mi piace“. Della serie: oltre al danno (dell’aver speso una montagna di soldi) la beffa (quella di aver visto rinforzate le posizioni del “nemico”)