I ratti e le ricerche anti-svapo “Condizioni impossibili nella vita reale”

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Condizioni di laboratorio assolutamente improponibili e lontane dalla vita reale, situazioni limite e, ancora, conclusioni perentorie che vengono dettate come Vangelo ma riferite ad una realtà cellulare, quella dei topi, lontanissima da quelle umana.
E la disinformazione è fatta.
Un ultimo studio partorito dal Pacific Northwest National Laboratory (PNNL) del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, rilanciato con altisonanza negli States, ipotizza che il vapore delle sigarette elettroniche possa determinare stress ossidativo a carico delle cellule dell’apparato respiratorio.
I ricercatori, quindi, abbondantemente rilanciati dai media, hanno messo in guardia le persone dallo svapare dal momento che tale pratica – a loro detta – può determinare un invecchiamento dell’apparato respiratorio.
Una conclusione infarcita di se e ma maturata attraverso esperimenti condotti…sui ratti.
Ebbene si, alcuni topolini, chiusi in una teca senza ricambio di aria, sono stati bombardati, per tre giorni consecutivi, a colpi di fumi di svapo.
E, a conclusione di tale tortura, si è intravisto nelle bestiole un sentore di stress cellulare.
Da qui a sbandierare l’allarme per i cittadini, al grido “non svapate altrimenti i vostri polmoni invecchieranno”, il passo è stato breve.
Brevissimo.

“UN UOMO NON VI POTREBBE ESSERE ESPOSTO NEPPURE IN 40.000 ANNI”

Con i media ed i social che hanno rimbalzato la notizia diffondendo paure che sono infondate nell’opinione pubblica – contribuendo a creare inutili spauracchi – e che fondano su basi estremamente evanescenti.
Ed il perchè è presto detto.
Le situazioni riprodotte a carico dei poveri ratti sono assolutamente improponibili sull’uomo.
Per rendere l’idea, come se un essere umano lo si rinchiudesse in una cabina telefonica, sigillata e senza ricambio d’aria, e vi rimanesse rinchiuso all’interno, per settimane, martellato da flussi di vapore.
Che senso ha porre in essere ricerche che riproducono situazioni che sono chiaramente irrealizzabili?
“I topi non sono piccole persone – ha esposto il Presidente dell’American Council on Science and Health, Hank Campbell, con riferimento ad un precedente, analogo “studio” estremo condotto sempre sui ratti – Le cellule HL-1 sono state inondate da livelli di sostanze chimiche di svapo a cui un corpo umano non potrebbe essere esposto in 40.000 anni”.