I cinesi sfidano il Governo: dilagano i liquidi di contrabbando

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Era stata sottovalutata l’eventualità contrabbando.
Ed invece, in Cina, dopo l’entrata in vigore delle norme che vietano la vendita sul territorio nazionale di liquidi per sigarette elettroniche aromatizzati, prende potentemente forza il mercato parallelo dell’illecito.
Un rischio che, come detto, era stato molto sottostimato dagli strateghi del Govenro di Pechino.
Come noto, a partire dal primo giorno di Ottobre, è entrata in vigore nel Paesone asiatico la riforma che – principalmente – ha previsto il trasferimento del sistema sigarette elettroniche sotto la giurisdizione del Monopolio dello Stato.
Entro questa macro riforma, poi, a cascata, tutta una serie di ulteriori iniziative: su tutte quella che riguarda il divieto di produzione e di vendita, nel mercato interno, di liquidi per e-cig aromatizzati.
Una norma dal fortissimo impatto che si riteneva dover trovare un forte impatto sulla Comunità escludendosi la possibilità che potesse svilupparsi un mercato del contrabbando, ben consapevoli della severità con la quale il Governo di Pechino reprime tale tipologia di reato – arrivandosi anche a prevedere la pena capitale.

C’E’ ANCHE CHI RESISTE ALLA LUCE DEL SOLE

Ed invece, nello stupore generale, i cinesi stanno assistendo allo sviluppo di un mercato parallelo rigorosamente pirata di e-liquid.
Una vera e propria sfida al Governo cinese nonostante, come prima detto, la severità – anche estrema – della legge vigente.
Ma non è tutto.
Vi è anche chi resiste alla luce del sole.
Secondo un approfondimento condotto da una giornalista del Beijing Daily, infatti, persiste ancora un numero di negozi che ancora non si è adeguato alle nuove disposizioni e continua a vendere i prodotti ormai banditi.
Un rischio pazzesco perchè, da quelle parti, ancor di più, non ci si può sbeffeggiare dello Stato.
La domanda dei vapers cinesi, in ogni caso, resta alquanto forte: sono centinaia di migliaia gli svapatori che, da un giorno all’altro, sono stati raggiunti da una norma che potrebbe demolire il settore e restituire vagonate di persone alle braccia mortali del fumo.