Hawaii, nel 2024 sarà vietato vendere sigarette ad under 100 (e non è uno scherzo)

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La sigaretta? Alle Hawaii sarà roba da terza età. Ebbene si, perchè nell’isola statunitense si valuta una norma davvero “tosta” in tema di contrasto al vizio del fumo. Ovvero l’innalzamento dell’età minima per l’acquisto di un pacchetto di sigarette a trent’anni. Ebbene sì, trenta.

In tal senso i contenuti di una proposta di legge recentemente presentata presso le preposte sedi dell’arcipelago, il 50esimo Stato federato degli Stati Uniti d’America. Terra di mare, di incontaminatezza e di natura. Paradiso dei surfisti, regno di spiagge dorate. Ed anche nell’ottica di salvaguardare queste peculiarità, motivi di ricchezza in chiave turistica e indotto praticamente esclusivo a pro dell’economia locale, che si è deciso di approntare la particolare misura normativa. Perchè meno sigarette significa meno fumo – si – ma significa anche meno cicche gettate al suolo. E, come ricordano dall’atollo, una cicca impiega fino ad un anno per deteriorarsi nell’ambiente.

Obiettivo salvaguardare l’ecosistema e, allo stesso tempo, i polmoni. Dal 2016, alle Hawaii è vietato l’acquisto di sigarette ai minori di 21 anni. L’intenzione della mozione appena presentata punta ad innalzare l’asticella dell’età minima a 30, come detto, sin da subito. Con degli step graduali di innalzamento secondo i quali, di volta in volta, verrebbe innalzata tale soglia prima a 40 e, quindi, di decade in decade fino al secolo di vita. Non è uno scherzo, si badi. Il fine ultimo è quello di giungere all’anno 2024 con un divieto di vendere le sigarette agli under 100.

SIGARETTE ELETTRONICHE? NESSUNA RESTRIZIONE IN VISTA

In pratica un divieto assoluto mascherato dal particolare paletto. La notizia buona, oltre a questa, è che non si assisterà a veti trasversali. Sigari, tabacco da masticare e sigarette elettroniche continueranno ad essere vendibili liberamente, senza restrizioni applicabili in termini anagrafici se non quelle riguardanti, ovviamente e giustamente, i minorenni.

La “battaglia” si sposta nel Governo periferico sebbene appaia compromessa in partenza: mai si deve dimenticare, infatti, come la meta turistica sia territorio Usa e ben sappiamo quale sia l’impostazione “centrale-federale” rispetto al discorso sigarette-sigarette elettroniche.