Governo inglese: sigaretta elettronica fondamentale per smettere fumare

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Inghilterra, obiettivo 2030: addio fumo
Inghilterra, obiettivo 2030: addio fumo

Italia ed Inghilterra, due culture e due stili di vita diametralmente diversi.
Diametralmente opposti anche per quel che riguarda l’approccio alla tematica del tabagismo ed a quella, connessa, della smoking cessation.
Se nello Stivale, infatti, l’ultima legge di Bilancio stanga gli e-liquid e, attraverso una nota diramata dal Ministero della Salute, ribadisce tutta la sua diffidenza rispetto alla soluzione vaping, in Inghilterra le evidenze – e, per evidenze, si intendono i dati ufficiali governativi – dimostrano, invece, in modo inconfutabile come la sigaretta elettronica venga utilizzata proprio per sottrarsi al servizio delle bionde
L’ultima revisione posta in essere da Public Health England – occhio e croce, per intenderci, l’omologo del nostro Ministero della Salute – rafforza il ruolo dello svapo nella cessazione del fumo e conferma il basso tasso di utilizzo delle e-cig tra i minorenni non fumatori.
Allo stesso modo Public Health England rimarca in modo estremamente chiaro, come da dati di Action on Smoking and Health, come il ricorso a terapie sostitutive della nicotina tra gli ex fumatori sia in calo. Mentre risulta in aumento quello a prodotti per lo svapo.

DUNNE (UKPVIA) “PROVE INCONTROVERTIBILI”

Gli aromi, per il resto, rimangono un argomento decisamente importante nella scelta di utilizzare prodotti per lo svapo: ben il 31,6% dei vapers, nello specifico, ha affermato come i liquidi dal sapore fruttato abbiano avuto un ruolo determinante nel percorso di smoking cessation
Come sottolinea John Dunne, Direttore generale della UK Vaping Industry Association, “questi ultimi dati, su cui si basa la revisione, forniscono prove incontrovertibili sull’importanza dello svapo per smettere di fumare. Nonostante i molti aspetti positivi di questo rapporto, resta ancora molto da fare – ha, tuttavia, ancora ricordato Dunne – Action on Smoking and Health, ad esempio, ha rilevato come appena l’11% dei servizi territoriali che forniscono assistenza nello smettere di fumare offra prodotti per lo svapo.
Come settore, inoltre, condividiamo anche le opinioni di Public Health England su una più forte applicazione delle restrizioni nelle vendite ai minori”

I margini di crescita, tuttavia, nonostante i buoni risultati già colti, sono ancora importanti
Oltre il 50% delle persone ritiene che lo svapo sia dannoso o più dannoso dell’uso di sigarette combustibili. Questo significa – prosegue e conclude il vertice di Ukvia – che dobbiamo continuare ad educare i fumatori sul fatto che lo svapo ha letteralmente cambiato la vita degli ex fumatori ed è riconosciuto come uno dei modi migliori per smettere di fumare”