Governo Brasile ai negozi “Avete 48 ore di tempo per togliere dalla vendita le sigarette elettroniche”

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(Brasília - DF, 08/01/2021) Audiência com Motegi Toshimitsu, Ministro dos Negócios Estrangeiros do Japão..Foto: Marcos Corrêa/PR

La questione sigarette elettroniche rischia di diventare un caso diplomatico tra il Governo brasiliano e la catena di supermercati Carrefour.
Secondo quando riporta la testata internazionale Vaper Voice, infatti, il marchio francese della grande distribuzione – “il quarto più grande gruppo di vendita al dettaglio nel mondo in termini di reddito e vendite e il secondo a livello europeo” – continuerebbe a vendere sigarette elettroniche sugli scaffali di alcuni dei suoi negozi.
Il problema è che la vendita di e-cig, nello Stato sudamericano, è cosa vietata dal 2009.
Praticamente da sempre, per sempre intendendosi il momento in cui lo svapo si è affacciato sul mercato mondiale.
Una chiusura netta, radicale alle possibilità date dal vaping e che si è tradotta in una normativa stringente, che non ammette deroghe.
Neppure se la deroga va concessa a Carrefour.
Il Dipartimento di Giustizia dell’Esecutivo guidato da Jain Bolsonaro, infatti, ha invitato, attraverso una sua ordinanza, tutte le aziende che ancor espongono prodotti del vaping ad eliminarli in modo repentino dagli scaffali.

TRA I NEGOZI AVVISATI ANCHE LA CATENA CARREFOUR

E, comunque, non oltre 48 ore.
Diversamente scatteranno sanzioni pari a 1000 euro per ogni giorno di “contravvenzione”.
Un problema che, a quanto pare, toccherebbe circa trentasette aziende, ivi compreso il già menzionato Carrefour che è presente nel territorio carioca in ben mille punti al dettaglio.
Una politica molto restrittiva che, tuttavia, non pare aver dato frutti, se per frutti si intendeva voler “contenere” il fenomeno svapo.
Un sondaggio condotto nel primo trimestre del 2022 dall’organizzazione Vital Strategies e dall’Università Federale di Pelotas, infatti, ha rivelato come il 19,7% dei brasiliani di età compresa tra i 18 ei 24 anni ha provato le sigarette elettroniche.
E tutto ciò si spiega, appunto, nella facile reperibilità di e-liquid ed e-cig.
Ora la stretta del Governo: solo una trovata propagandistica o la reale intenzione di smorzare, una volta per tutte, il business della sigaretta elettronica?