Giovani ed e-cig: il ruolo marginale dei liquidi aromatizzati

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Una campagna social-istituzionale per invitare gli adolescenti a non fare uso della sigaretta elettronica in quanto “possibile rischio per la salute”. Avviene nell’Iowa, Stato Usa, dove, con tutta evidenza (e con tutto l’immancabile rispetto, sia chiaro), non avranno più importanti problematiche da gestire.

Come specificamente ordinato dal Governatore Kim Reynolds, quindi, SnapChat, Instagram, Facebook, YouTube, Hulu e altri siti saranno presto invasi dalla specifica campagna anti-svapo. Inoltre, agli operatori dell’ambito scolastico, docenti su tutti, verranno fornite informazioni per essere di supporto a studenti e genitori. Reynolds, tuttavia, ha affermato che non saranno intraprese iniziative tese a bloccare la vendita di liquidi per sigarette elettroniche aventi aromi differenti rispetto a quelli dal gusto tabacco preso atto di come analoghe azioni poste in essere da colleghi Governatori di altri Stati siano state bloccate dai Tribunali.

E’ anche vero, però – e qui veniamo al cuore della questione – che il ruolo dei “sapori” sembra essere non molto determinante nei meccanismi che portano i giovani a “provare” la sigaretta elettronica. Lo afferma un sondaggio condotto dai Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie. Secondo l’approfondimento condotto da tale Istituto, in particolare, tra gli studenti che hanno riferito di aver provato sigarette elettroniche, i tre motivi più comuni sono stati la curiosità (55,3%), il fatto che li usassero amici o familiari (30,8%) e, per la residua parte – quantificabile nel 22.4 percentuale, l’effettiva disponibilità di varianti quali menta, caramelle, frutta o cioccolato.

Questo dimostra come appena un giovane su cinque abbia “svapato” perchè attratto dalle “fragranze” alternative. Un dato “scientifico” che smonta le iniziative seriali, già prima menzionate, di più Governatori di Stati americani che si erano affrettati a vietare la commercializzazione di liquidi dal sapore che non fosse quello di tabacco o menta. Se, quindi, è la curiosità ad incentivare i ragazzi a prendere in mano una “elettronica” – come anche una sigaretta classica, per le stesse dinamiche – ben venga, allora, in nome dell’incontestabile minor danno, che i giovani – se proprio devono – inforchino una e-cig e non una bionda. Sbagliato?