Giappone, le alternative stanno facendo calare il numero di fumatori

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In Giappone le alternative al fumo stanno consentendo di abbattere i consumi di sigarette.
Riuscendo dove hanno fallito le soluzioni tradizionali quali i cerotti alla nicotina.
A farlo presente il Vicedirettore dell’Universal Hospital di Kawasaki, Kumamaru Hiroya.
La terapia sostitutiva della nicotina non ha rappresentato un grande successo – afferma il professionista nipponico – Dal 2014, invece, con la introduzione nel mercato dei prodotti alternativi, un quarto dei fumatori ha abbandonato gradualmente il fumo di sigaretta, riuscendo, in termini di percentuale, laddove non erano riusciti gli “strumenti” fino ad allora utilizzati”.

CONSUMO FUMO CALATO DEL 33% IN SETTE ANNI

Le riflessioni di Hiroya trovano un puntuale riscontro in altro dato che discende da altra fonte: in Giappone, infatti, a partire dal 2014 ad oggi, come fa presente studio condotto da Frost & Sullivan in collaborazione con la società di tabacco Philip Morris International, si è avuto un calo nelle vendite delle tradizionali bionde nella misura del 33 percentuale.
Inoltre, sempre come si palesa dai dati a disposizione, solo una piccolissima parte degli utilizzatori delle alternative fa contemporaneo uso di sigarette tradizionali per un periodo significativo.
Risultati confortanti con il Governo che, parimenti, non mette particolarmente i bastoni tra le ruote: la legislazione giapponese, infatti, tiene ben distinta la sfera del tabagismo da quella dei cosiddetti nuovi prodotti.

GOVERNO PERMISSIVO SU ALTERNATIVE

Le “classiche” sono senz’altro gravate da una normativa ben più stringente e rigida con riferimento particolare ai luoghi dove le stesse sono concesse.
Più morbida, invece, quella relativa a riscaldato ed e-cig il cui uso viene fondamentalmente tollerato anche per quel che riguarda gli ambienti interni a pubblico accesso.
Simile discorso anche per il tema della tassazione, decisamente più consistente con riferimento al tabacco.
Quanto al consumo delle bionde, il trend continua ad essere in discesa nonchè inversamente proporzionale ai dati su e-cig e riscaldato che, invece, continuano ad andare in costante crescita.