Germania, stangata sulle sigarette elettroniche: associazioni pro svapo giurano battaglia

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Si va allo scontro in Germania.
Le associazioni pro svapo, che sostengono la soluzione rappresentata dalla sigaretta elettronica quale strumento di riduzione del danno, insorgono contro i progetti normativi che potrebbero stangare fiscalmente il settore.
Il Governo tedesco, infatti, sta “covando” una riforma per quel che riguarda la fiscalità del tabacco.
In buona sostanza, l’Esecutivo guidato dal cancelliere Olaf Scholz ha presentato una bozza di disegno di legge che mira ad innalzare le tasse sulle sigarette coinvolgendo, tuttavia, in questa stangata anche le sigarette elettroniche.

NESSUNA PREMIALITA’ PER IL VAPING

Un aumento indiscriminato, trasversale, che coinvolge fumo e alternative, senza “premialità” e incentivo alcuni in capo alle seconde.
Alla luce di questo dato, insorgono, come detto, i gruppi pro-svapo.
La cosiddetta sigla “Alleanza tedesca per il piacere senza tabacco” sta, infatti, predisponendo un vero e proprio reclamo avverso tale iniziativa normativa puntando il dito contro un’equità di trattamento che, in questo caso, non è affatto sinonimo di correttezza.
Sulla questione tedesca, intanto, ha acceso i riflettori anche la World Vaper’s Alliance, associazione internazionale che, riunendo anime di vari Paesi, non solo europei, perora con forza la causa del minor danno.

LANDL “E-CIG PUO’ SOLO MIGLIORARE LA VITA DEI FUMATORI”

Chiunque voglia seriamente ridurre i danni alla salute pubblica causati dal fumoha commentato il Presidente Micheal Landl deve rendere l’accesso ai prodotti del vaping che sia più facile, non più complicato.
Lo svapo –
ha ribadito il numero uno dell’associazione – è il 95% meno dannoso del fumo ed è raccomandato dalle Autorità sanitarie di Regno Unito, Francia e Canada per smettere di fumare.
La Germania dovrebbe seguire l’esempio di questi Paesi invece di iniziare una guerra ai vaporizzatori.
La e-cig può solo migliorare la vita di molti fumatori e, alla luce di ciò, questi prodotti devono continuare ad essere convenienti, intendo da un punto di vista economico.
Una ricaduta nel fumo, fino a due milioni di vapers
– la conclusione dell’attivista – avrebbe effetti fatali sulla salute pubblica”.