Germania, i chirurghi vascolari dicono si alla sigaretta elettronica

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(v.l.n.r.) Sitzungsleiter Prof. Dr. Martin Storck, Kongresspräsident Prof. Dr. Volker Großkopf, Prof. Dr. Ute Mons und Prof. Dr. Daniel Kotz / Weiterer Text über ots und www.presseportal.de/nr/150683 / Die Verwendung dieses Bildes ist für redaktionelle Zwecke unter Beachtung ggf. genannter Nutzungsbedingungen honorarfrei. Veröffentlichung bitte mit Bildrechte-Hinweis.

Aperture verso la sigaretta elettronica come importante strategia di smoking cessation.
Una fortissima indicazione è quella che viene, in tal senso, dalle conclusioni dell’Interdisciplinary Wound Congress, approfondimento condotto a Colonia e che ha chiamato a confronto i principali esponenti della chirurgia vascolare tedesca.
L’analisi è partita dalla constatazione dei danni in termini economico-sanitari determinati dalla dipendenza tabagista.

GERMANIA, NUMERI DRAMMATICI DEL FUMO

Nella sola Germania, come da numeri snocciolati, la sigaretta classica determinerebbe fino ad una morte su sette (per un totale di 127.000) ed annualmente si conterebbero, tra queste, ben 85.000 decessi legati a patologie tumorali fumo-correlate potendosi anche affermare, inoltre, come in Germania il fumatore viva in media dieci anni in meno rispetto a chi appartiene alla popolazione dei non fumatori.
Il tutto, poi, con un impatto significativo in termini di salute pubblica stimabile in circa 100 miliardi di euro.
Coordinato in una sua importante sessione dal dottore Martin Storck, Direttore della Clinica di Chirurgia vascolare e toracica presso la Clinica municipale di Karlsruhe, il congresso ha focalizzato particolare attenzione, poi, sull’aspetto delle patologie vascolari evidenziandosi come il tabagismo rappresenti fattore fortemente predisponente di malattie sistemiche arteriosclerotiche.
Che, a loro volta, rappresentano la prima causa di morte nel mondo occidentale.

“SI APRA UNA DISCUSSIONE SULLE ALTERNATIVE”

“Bisogna aprire una discussione permanente sulle possibilità date dalle alternative e dalle sigarette elettroniche – ha annotato uno dei relatori, ovvero il Professore di Medicina generale Daniel Kotz, durante un focus dedicato a dipendenza ed epidemiologia clinica – Gli inquinanti prodotti dal fumo sono presenti in maniera molto meno consistente, in quantità irrisorie nel vapore. La completa cessazione rappresenterebbe l’ideale, ma per quanti non riescano a smettere di fumare con altre soluzioni la sigaretta elettronica può rappresentare una valida risposta. Rischio per la salute? Si, probabile ma decisamente inferiore rispetto a quello derivante dal fumo”.
Una voce molto autorevole che si somma al coro di quanti, su scala internazionale, guardano alla via del minor danno come ad una possibilità rilevante in quanto a tutela e salvaguardia della pubblica salute.