Fumo, lo studio francese: protegge dal Covid

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Fumo e Covid, chi l’ha detto che vi sia una relazione? Un nuovo studio francese, infatti, condotto anche con il coinvolgimento della Università Sorbona e del neurobiologo Jean-Pierre Changeaux, “smonterebbe” il teorema ribaltando, addirittura, la situazione.

E la nicotina, analoghi discorsi furono fatti anche con riguardo alle sigarette elettroniche, da possibile fattore favorente forme gravi di Coronavirus, diventa addirittura elemento protettivo.

A commentare le conclusioni del nuovo approfondimento è stato Riccardo Polosa, accademico e vertice del Coehar. “Fumo e Covid – ha evidenziato Polosa – non hanno correlazione. Un nuovo studio, di cui daremo nota anche tramite comunicato stampa nei prossimi giorni, dimostra ufficialmente che non solo non esiste correlazione tra tabagismo e Covid-19, ma sorprendentemente il fumo di sigarette risulta essere protettivo nei confronti della malattia e dei suoi stadi di gravità”.

Doppia, quindi, sarebbe la funzione del fumo. Lo stesso, contrariamente, come detto, a precedenti studi, non solo impedirebbe complicanze in caso di contagio ma, addirittura, rappresenterebbe anche una barriera rispetto all’infezione stessa.

Il mondo scientifico, per il resto, ha accolto con un sobbalzo le conclusioni francesi dal momento che le stesse potrebbero, in un certo senso, parzialmente vanificare gli sforzi che si stanno profondendo proprio al fine di disincentivare le persone al fumo.

Ciò perchè, qualcuno, potrebbe cogliere al volo l’occasione per abbandonarsi ad una scorpacciata di sigarette manco fossero una “medicina” anti-Covid.

LIAF “FUMO FA MORIRE PER LE MALATTIE CHE PROVOCA”

Un richiamo alla prudenza ed all’equilibrio viene, al riguardo, dalla Liaf, Lega italiana antifumo. “Il fumo – viene rivelato in un passaggio rilanciato sul sito istituzionale – non fa morire di Covid ma fa morire per le malattie fumo correlate. Smettere di fumare – sottolineano – resta l’unica vera regola importante. Ma ad oggi dire che il fumo aumenta il rischio di Covid non è scientifico”.

Che la ricerca transalpina, pertanto, non diventi la “scusa” per tuffarsi in un mare di bionde (e non parliamo di quelle in carne ed ossa). Dire addio alle sigarette, quindi, era e resta consiglio sempre valido al fine di prevenire le complicanze cardiovascolari che – quelle si – sono con certezza associate al vizio – in modo proporzionale, ovviamente, a durata e numero di sigarette fumate.