Fumo e Coronavirus, Beatrice “Smettere subito”

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Coronavirus? Un grave problema per la Sanità e la sicurezza delle Comunità. Ma anche un’ “occasione” buona, cogliamo l’aspetto positivo nella vicenda, per gettare, una volta per tutte, le sigarette (quelle classiche) nel cestino dell’immondizia.

A stabilire una quanto mai opportuna relazione tra possibile cessazione del vizio del fumo ed il temibile Covid ci ha pensato Fabio Beatrice. Pneumologo e tra i massimi teorici, entro il panorama nazionale, in tema di riduzione del danno.

Fossi uno che fuma tabacco in tempi di coronavirus avrei davvero paura – ha esordito l’esperto capitolino, attivissimo sui social – Il coronavirus può drammaticamente trasferire nell’immediato presente le conseguenze mortali del fumo. Lo spostamento della percezione di pericolo di morte nel futuro culla il fumatore nella illusione che tanto, magari, non succederà. Il coronavirus – spiega ulteriormente Beatrice – con la sua fortissima predilezione per il danno alveolare può letteralmente scombinare le certezze o, meglio, le speranze di chi fuma. Siate saggi e smettete ora”.

Il Covid 2019, come da prime evidenze scientifiche e come rilanciato sin dai primi momenti dagli scienziati che ne stanno seguendo la temibile evoluzione, predilige, in effetti – lo ha fatto presente anche il Direttore del Centro antifumo torinese – l’apparato polmonare e, in particolare, quella parte di esso rappresentato dalla sezione alveolare. Ed è evidente, quindi, come un polmone stressato dal fumo possa andare più facilmente e maggiormente sotto stress sotto l’attacco dell’agente virale.

COVID? MEGLIO PER I POLMONI FARSI TROVARE IN FORMA…

Un discorso che, ovviamente, vale per tutte le patologie influenzali ma che pare assumere una connotazione ancora più marcata con riguardo al microrganismo di provenienza cinese. Quanto tempo circolerà il signor Covid 2019? Difficile a prevedersi, molto – forse tutto – dipenderà dal carattere pandemico o meno che potrà assumere. Se la diffusione sarà globale, è intuibile come lo stesso gironzolerà per un bel po’ e, complice il continuo rimescolamento nei movimenti, potrebbe accompagnarci per qualche mese, forse anno. Un nemico, pertanto, che potrebbe stare sempre in agguato. Quindi? Quindi meglio farsi trovare “in forma”, specie a livello respiratorio.

Che il Covid possa divenire insperato sprone lungo la via della fuoriuscita dal vizio? Il più classico del “non tutto i mali, vengono per nuocere…”