Fumo all’aperto, divieti anche a Gambettola e Monte Porzio Catone

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L’onda del divieto “travolge” l’Italia.
L’onda del divieto di fumo in luoghi pubblici open air, ovvero all’aperto.
Dopo la primissima di Sassari, infatti, altri due Centri della Penisola intraprendono analoga iniziativa.
Si tratta di due realtà di piccola entità demografica ma, come evidente, dalla spiccata sensibilità rispetto ai temi della tutela della salute e dell’ambiente.
Gambettola e Monte Porzio Catone le due realtà che, nelle scorse ore, sono andate oltre la “Sirchia”. Anticipando la norma nazionale, che ancora non prevede restrizioni al fumo di sigaretta per gli ambienti che non siano al chiuso.

Gambettola, per iniziare, è Comune di 10.739 abitanti sito nella provincia emiliana di Forlì-Cesena, distante circa 30 chilometri da quest’ultimo Centro. Quindi Monte Porzio Catone, provincia di Roma, poco più di 8.000 cittadini.
Entrambe le Amministrazioni comunali hanno reso operativo il divieto di fumare in parchi pubblici e giardini.
In provincia di Cesena si è proceduto in tal senso deliberando, in sede di Consiglio comunale, la modifica di un preesistente regolamento di Polizia urbana.
Sanzioni di 100 euro per i trasgressori, la proposta è stata trasversalmente votata all’unanimità dell’Assise.

TUTELA PER BAMBINI E DONNE IN GRAVIDANZA

Per la soddisfazione del sindaco Letizia Bisacchi che ha evidenziato nella misura adottata la ratio della “promozione dei sani stili di vita” e della “tutela della salute di tutti”.
Riferimento dalla Primo Cittadino anche ai rischi di restare esposti al fumo passivo altrui ed alla opportunità di dare il buon esempio ai bambini.

Diversa la formula, ancora, adottata in provincia di Roma dove il sindaco, piuttosto che far transitare la questione in parlamentino, ha optato, in via più snella, per una ordinanza secca. Anche in questo caso il divieto di fumo riguarderà parchi e giardini pubblici con sanzioni che, però, in caso di trasgressione, saranno più salate rispetto a quelle pensate dai cugini cesenati arrivando fino a 500 euro.
Anche qui l’obiettivo è quello di tutelare le fasce più deboli, come piccoli e donne in stato di gravidanza, dalle “nubi” altrui. Le limitazioni non riguarderanno, in ambo i casi, la sigaretta elettronica