Francia, ecco la tassa su import extra Ue: esultano produttori svapo

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La Francia leva gli scudi e tutela il mercato Ue e confeziona un colpo alle fortune delle grandi piattaforme cinesi che spadroneggiano nelle vendite via web.
A partire dal mese di Luglio di quest’anno, in particolare, scatterà una nuova tassa per gli acquisti che verranno effettuati fuori Europa.
Dal primo giorno di Luglio, in particolare, nel momento in cui un cittadino farà un acquisto on line fuori Continente, a tale acquisto applicherà – da parte del venditore – un plus nell’ordine del 20 percentuale circa.
Se l’ordine, quindi, costa 10 euro, bisognerà corrispondere un costo finale pari a 12 euro.
Si tratta, in un certo senso, dell’estensione di un provvedimento che, ad oggi, prevedeva la tassazione solo sugli acquisti over 22 euro.
Ora, invece, l’allargamento della tax area a tutti gli acquisti, anche quelli inferiori alla soglia di 22 euro prima citata.

TASSA INTRODOTTA ANCHE SU ACQUISTI AL DI SOTTO DEL VALORE DI 22 EURO

Con ricadute che, quindi, saranno importanti per il settore svapo: come spiegano i media francesi, infatti, molti vapers francesi acquistano presso piattaforme estere e-liquid ed ulteriori prodotti trovando in essi una sicura convenienza in termini di prezzo poco badando, però, all’aspetto della sicurezza e della qualità.
Fasttech, Alibaba, AliExpress, Healthcabinle i siti cinesi che hanno razziato il mercato d’Oltralpe creando non pochi problemi ai produttori interni.
Abbiamo dovuto confrontarci ed affrontare la concorrenza di venditori, soprattutto in Cina, che applicano prezzi bassi senza addebitare l’iva e che spesso suddividevano le spedizioni per evitare le tasse”, ha commentato il Ministro Bercy.
Entusiasmo al cospetto dell’estensione della tassa sulle importazioni quella che viene espressa dalle categorie dei professionisti dello svapo che, ad oggi, hanno dovuto fronteggiare competitor sleali.
Una soluzione, ancora, che contribuirà ad innalzare gli standard di qualità e di sicurezza dei prodotti laddove, tuttavia, si impone una rivoluzione culturale presso il consumatori che devono comprendere che, per qualche euro in meno, non conviene mettere a repentaglio la propria sicurezza.