Fonte parlamentare: non vi sarà alcun rincaro fiscale su settore vaping

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Fonti del Movimento Cinque Stelle rassicurano: non vi è alcuna intenzione politica di innalzare le accise in capo ai liquidi per sigaretta elettronica.
La fine dell’anno, come noto agli addetti ai lavori, è costantemente momento “thriller” per il settore del vaping.
Quando arriva il mese di novembre, i miei sonni divengono più agitati…” ci aveva confidato, qualche tempo addietro, un imprenditore del Lazio operante nel settore delle e-cig.
E vagli a dar torto, dal momento che normative e politiche fiscali possono incidere molto sui flussi del mercato.
Occhi puntati, quindi, quando si va in coda di calendario, su Senato e Camera nella speranza che non possa emergere l’emendamento dell’ultim’ora che, finalizzato a recuperare fondi per coprire altri buchi, possa rincarare la fiscalità di settore.
Quest’anno, tuttavia, la situazione dovrebbe presentarsi relativamente tranquilla.
Non vi è la volontà, non vi è la esigenza di prevedere una stretta sulle e-cig: così chiarisce nostra fonte parlamentare.
Non è da escludere, tuttavia, che vi possa essere – lungo l’articolato iter della legge di Bilancio – l’iniziativa di un singolo o di un ristretto gruppo che possa proporre, in sede di Commissione o direttamente in Aula, un emendamento che possa “invocare” un plus delle accise.

“Non è una ipotesi da scartare”, ci chiarisce il nostro interlocutore.
Ciò che conta, però, evidenzia ancora lo stesso, è la volontà della maggioranza, è l’indirizzo politico della squadra governativa nella sua complessità.
E, come detto, questa volontà non andrà ad interferire con il mondo della sigaretta elettronica.
Non vi sarà da impressionarsi, quindi – avviso ai naviganti – a fronte di qualche assalto isolato al regime fiscale della e-cig: si tratterà di tentativi destinati ad essere respinti da numeri schiaccianti.
Situazione tranquilla, quindi, salvo che non si assista a stravolgimenti destinati a ribaltare logiche che, allo stato, appaiono essere solide.
Nè, ancora, vi dovrebbero essere timori anche per gli operatori del tabacco riscaldato che pure, come da recenti confronti tra Italia Viva e pentastellati, sarebbero minacciati da un plus dal 25 al 50 percentuale.
Solo tentativi scorporati dal filo conduttore generale che, come detto, almeno per quel che riguarda quest’annata, lascerà tranquillo il cosmo delle “alternative”