Firenze, divieto di fumo all’aperto: arriva l’ok della Giunta

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Firenze come Milano.
E come Torino.
Arriva anche nel Capoluogo toscano la svolta anti-fumo.
Dopo le anticipazioni che si erano avute nei mesi passati, la settimana prossima, in sede di Giunta comunale, si avrà, con l’approvazione del nuovo Piano per la qualità dell’aria per il triennio 2021-2023, l’introduzione del divieto di fumo open air presso
parchi, giardini pubblici e fermate del trasporto pubblico locale quali di autobus e di tramvia.
Lo ha annunciato, in sede di seduta di Consiglio comunale, l’assessora di Palazzo Del Vecchio, Cecilia Del Re.
“Si tratta di un indirizzo che ha più obiettivi – ha esordito l’esponente dell’Esecutivo, come riporta la testata di informazione locale Firenze today – Da un lato, abbattere le emissioni inquinanti di CO2 derivanti dal fumo, ragion per cui questa misura viene inserita all’interno del piano per la qualità dell’aria.
Dall’altro, ovviamente – ancora la Del Re – è un tema inerente la tutela della salute pubblica, di chi fuma ma anche di chi subisce il fumo passivo e ci preme attuare queste mozioni e farlo ora, nel momento in cui, post-pandemia, gli spazi pubblici, in particolare le aree verdi, diventano particolarmente vissute, ancor più rispetto a prima, e frequentate dai bambini e dai più giovani.
Ragion per cui – ha concluso la medesima – chiediamo anche un cambiamento culturale ai fruitori di questi spazi, che deve essere di rispetto per la salute pubblica di tutti, che deve essere sempre di più al centro dell’azione amministrativa”.

L’APPUNTO DI DRAGHI (FDI)

Da Alessandro Draghi, intanto, Capogruppo di Fratelli d’Italia, è venuta nota critica rispetto alle intenzioni dell’Esecutivo fiorentini.
“Premesso – ha esordito il medesimo – che non ho da difendere interessi di parte, in quanto non fumatore, il piano del Comune che prevede il divieto di fumo in tutti i parchi pubblici e alle fermate di bus e tram ci pare sproporzionato e inutilmente liberticida.
Nei giardini o parchi piccoli e vicino alle aree gioco ha un senso, nei grandi parchi oltre i 2000 metri quadri no.
E pensiamo a Villa il Ventaglio, Villa Vogel, Villa Favard, Argingrosso per fare degli esempi. Riguardo poi alle fermate del tpl – ha proseguito il “meloniano” – per cui ieri l’assessore Del Re ha confermato l’intenzione della giunta di inserire il divieto, si potrebbero creare delle fermate del bus smokefree (quelle vicino a scuole o presidi sanitari), ma in quelle isolate in periferia – la conclusione – se uno è da solo e magari deve attendere a lungo prima di salire su un bus, avrà pure il diritto di fumare una sigaretta”.
Da un punto di vista squisitamente formale, i divieti in questione entreranno in vigore solo all’indomani dell’approvazione di Giunta e di Consiglio comunale.
La settimana prossima la questione, come detto, verrà ratificata in Esecutivo; successivamente a questo passaggio, il punto verrà calendarizzato nei lavori di un prossimo Consiglio comunale.
E solo dopo l’ok del parlamentino le previsioni saranno pienamente operative.
Non è dato ancora sapere se i divieti in questione, quali quelli relativi alle fermate dei bus, saranno assoluti o da considerare vigenti solo in presenza di ulteriori persone – come sul modello della già citata Milano.
Firenze, in ogni caso, diventa la terza città d’Italia – quindi – per grandezza a varare un divieto di fumo “open air”.
Un divieto che, come nel caso delle città capofila della Lombardia e del Piemonte, non dovrebbe riguardare la sigaretta elettronica.
Un segnale importante che arriva dalla base delle realtà locali e che si somma a quello di una miriade di contesti più piccoli, non ultimi afferenti località balneari, che stanno andando, da tempo, nella direzione di bandire la pratica del fumo anche da contesti che non siano al chiuso.
Come detto più volte, una Sirchia bis che nasce dal basso: sarà recepita questa spinta anche dalle sedi parlamentari?