Fascette, ricorso Adm: il 12 Aprile la pronuncia del Consiglio di Stato

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Il Consiglio di stato si pronuncerà nella giornata del 12 Aprile rispetto al ricorso presentato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli avverso la sentenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio. Sentenza che aveva, a sua volta, accolto il ricorso che era stato depositato da Smoke France in ordine ai contenuti del Direttoriale, a firma di Marcello Minenna, datato 29 Marzo 2021 limitatamente alla parte in cui l’atto andava a disporre l’obbligo di distruzione dei liquidi non contrassegnati a far data dal 1 Gennaio del corrente anno.

L’8 FEBBRAIO VI ERA STATO CHIARIMENTO MINENNA

Allo stesso tempo, il primo grado amministrativo aveva anche imposto all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli l’emanazione di un nuovo atto attraverso il quale impartire una nuova disciplina per quanto riguarda la modalità di gestione delle giacenze.
Ed, in effetti, Adm, trascorsi alcuni giorni, nella giornata dell’8 Febbraio, aveva emanato un nuovo atto con il quale si era chiarito come “la pronuncia giurisdizionale ha confermato la legittimità della determinazione impugnata in tutti i suoi contenuti ad eccezione della previsione dell’obbligo della distruzione dei prodotti non conformi”.
Aggiungendosi anche come i prodotti non conformi non potessero essere messi in vendita.
A quel punto, però, si era caduti, in modo lampante ed evidente, nella piena impasse.

RICORSO CONTRO TAR LAZIO

Domandina semplice semplice quella che gli operatori si erano posti: se i liquidi non legittimi, poiché non contrassegnati, non devono essere avviati al macero e se, allo stesso tempo, non possono neppure essere venduti, cosa dovranno fare di essi i negozianti o chi li detengono ancora in magazzino?
Probabilmente, anche al cospetto di questa condizione senza apparente via d’uscita, si è posto, come detto, il ricorso presentato presso il massimo grado del Tribunale amministrativo dalla squadra della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: ad essere richiesto l’annullamento della sentenza del Tar Lazio che, qualora fosse accolta, ripristinerebbe la piena efficacia del direttoriale del Marzo 2021 e, quindi, rimetterebbe in vigore l’obbligo di distruzione dei liquidi privi di fascette.