Fascette e giacenze, dopo sentenza Tar ancora nessuna indicazione da Adm

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A distanza di una settimana è ancora silenzio.
Nessuna voce ufficiale (e non) giunge dalla Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
La questione è quella relativa alla sentenza del Tar del Lazio che, come ormai ai più noto, ha annullato il Direttoriale del 29 Marzo 2021 di Marcello Minenna, vertice Adm, che aveva disposto, in particolare, a far data dal 1 Gennaio 2022, l’obbligo di distruzione dei liquidi privi di contrassegno invenduti.
Annullato, al momento, il Direttoriale, è venuta quindi dal Tar anche precisa indicazione all’Agenzia fiscale rispetto alla necessità di adottare “gli atti amministrativi conseguenti alla presente pronuncia giurisdizionale”.

INTERPRETAZIONI SVARIATE ED INCERTEZZA

Intanto, regna l’incertezza: quello che è sicuro, al momento, è che i prodotti privi di fascette sono “tornati” ad essere legali e, pertanto, non meritevoli di distruzione.
Tuttavia, una impostazione prudenziale “consiglia” anche di non immettere in vendita siffatta tipologia di merce.
La questione, in realtà, è dibattuta e rischia di essere suscettibile a più interpretazioni di tipo tecnico-giuridico: in ogni caso, come prima accennato, pare opportuno da parte degli interessati congelare, in un certo senso, la situazione, tener in un cantuccio i liquidi non contrassegnati ed attendere future indicazioni.
Giusto per non esporsi a problematiche di alcun genere.

OPERATORI NEL LIMBO

A questo punto, però, servirebbe uno squillo di Adm che, quanto meno, renda note le azioni che si intendano intraprendere.
Ora come ora, infatti, non v’è alcuna comunicazione, quale presa d’atto, dal versante dell’Agenzia neppure circa la disposizione Tar nè si sa, di conseguenza, se Adm si fermerà a tale provvedimento della Magistratura o se, invece, lo appellerà al Consiglio di Stato.
Di nuovi atti, a maggior ragione, che eseguano il dispositivo del primo grado amministrativo non v’è traccia.
Gli operatori, in tutto questo, tra depositi fiscali e negozianti, si ritrovano in un limbo in preda a voci e supposizioni.
Sarebbe indispensabile, come detto, la voce autoritaria e chiarificatrice da parte della squadra Minenna che, quanto meno, sveli un attimino le intenzioni nel prossimo termine e scongiuri iniziative azzardate da parte degli operatori.