e-cig, il morto in illinois: quanta leggerezza!

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La nuova frontiera del terrorismo anti-svapo. E’ quella che è stata varcata in questi giorni allorquando si è diffusa la evanescente notizia relativa ad un “primo morto in Usa per sigaretta elettronica”. Ad aver divulgato la notizia del decesso era stato il Centers for Disease Control and Prevention. Di gran carriera moltissime testate, in deroga ad un principio di prudenza che sempre dovrebbe guidare la categoria, si sono avventurate in titoli disfattisti. Un copia-incolla travolgente, senza andare, o tentare di farlo, alla ricerca della fonte.

Un pò quello che, solo qualche settimana prima, si era verificato sul caso Oms. Già dai principi del mese di agosto, quanto alla vicenda di cui ora, circolavano notizie rispetto a “giovani uomini” ricoverati in Usa per patologie respiratorie che non sarebbero state riconducibili a virus e batteri. Ricoverati tutti accomunati dalla dichiarata passione per lo svapo. Ed ora, quindi, il gran botto. C’è un morto. “Il primo morto per sigaretta elettronica”, come è stato strombazzato. Un morto che non ha nome e cognome precisi, che ha una età vaga “tra i 17 ed i 34 anni”. La provenienza? L’Illinois – giusto un paesello di quattro anime. Ciò che si sa con certezza è che lo stesso era solito usare sigarette elettroniche. Per il resto, nulla. Si deve lavorare di immaginazione.

Ma ora viene il bello: quali sostanze, quale tipo di aroma, che genere di miscela avevano svapato la vittima e gli altri ospedalizzati? Anche su questo versante spadroneggia l’ignoto sebbene qualcosina trapeli dagli stessi Usa: si è scritto, ad esempio, di come più di un ricoverato abbia rivelato di aver fatto uso di “THC”, sigla del tetraidrocannabinolo, principale principio attivo della cannabis. Al cospetto, tuttavia, di lesioni, che sarebbero riscontrate in tutti i malati, da agente chimico, il sospetto è che gli svapatori abbiano infilato nelle sigarette elettroniche miscele fai da te. Artigianali. Qualcosa di improvvisato, fuori dagli schemi del commercio. Ed ecco, quindi, che la musica cambierebbe. Un po’ come se uno morisse dopo aver mangiato un piatto di spaghetti conditi con la benzina. Si, è vero, hai mangiato gli spaghetti. Ma li avevi cucinati non con l’olio ed il peperoncino bensì con il carburante. E, di grazia, ad ammazzarti non si può proprio dire che sia stato il tradizionale carboidrato.

In ogni caso, prudenza urge. A fronte di notizie così fumose, poco chiare, non si possono accogliere le stesse come oro colato. Gettandole in pasto all’opinione pubblica con disarmante leggerezza