Dramma India, un milione di morti all’anno per fumo

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Cento milioni di fumatori, un milione di morti ogni anno per cause legate al fumo – ovvero un ottavo di quelli che, annualmente, si registrano in tutto il mondo.
E, soprattutto, una struttura sanitaria assolutamente incapace di assistere i fenomeni di morbilità fumo-correlati nonchè, ancor prima, i processi di cessazione.
Questo è il contesto in cui si presenta, rispetto all’emergenza tabacco, l’India – 1,3 miliardi di abitanti ed una condizione socio-economica che, in ampie fette del Paese, è di fortissimo disagio.
Un’emergenza che, ovviamente, nell’ultimo anno è passata in totale subordine a fronte della questione Covid con conseguenze che, quindi, rischiano di divenire ancora più drammatiche.
La cosa paradossale è che il Governo indiano, due anni fa, nonostante l’imponente esercito di fumatori, ha “ben” pensato di calare la scure sulle sigarette elettroniche vietandone ogni forma di commercializzazione.

TRA I TRENTA PAESI AL MONDO CHE VIETANO VENDITA E-CIG

Il motivo della “stretta” – come allora fu ufficialmente spiegato – venne in risposta al fenomeno Evali ed alla relativa “epidemia della polmonite da sigaretta elettronica”: ovviamente in India si sono persi qualche puntata della farsa messa in piedi negli Stati Uniti dal momento che, con i mesi, la verità è rapidamente venuta a galla palesandosi come la e-cig, in se stessa, fosse innocente e come i problemi fossero piuttosto legati ai liquidi di contrabbando.
Intanto, però, il divieto di svapo, in India, è restato.
Dall’entrata in vigore del divieto venuto in capo alle sigarette elettroniche, proseguendo, in India il numero dei fumatori è ulteriormente incrementato essendo stato lasciato spazio totalmente libero ai produttori ed al marketing del tabacco con un congruo numero di persone che era riuscito a smettere – transitando allo svapo – costretto a fare dietrofront in direzione classiche.
L’India resta, quindi, nella rosa delle trenta residue Nazioni in cui vendere sigarette elettroniche è vietato.
Nel 2018 erano nove in più ma, da allora, realtà quali Emirati Arabi Uniti, Seychelles e Venezuela hanno rivisto i loro divieti