Dramma India: nel 2025 quasi metà dei tumori sarà causata dal fumo

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L’India ed una ecatombe da fumo.
Sono numeri che fanno rabbrividire quelli che giungono dal Paesone asiatico, 1,3 miliardi di abitanti, la stragrande maggior parte dei quali stipati in condizioni “critiche” per quel che riguarda il parametro della qualità della vita.
Una ecatombe da fumo quello cui si sta da decenni assistendo, come denuncia Deepak Mukarji, tra i principali sostenitori indiani in tema di minor danno.
“La sigaretta sta falcidiando la popolazione”, è il grido di allarme che viene ribadito dallo studioso.
Secondo il National Cancer Registry Program, in particolare, circa il 27% dei casi di cancro registrati tra la popolazione sono da ricondurre alla dipendenza tabagista.
Una percentuale destinata a salire fino al 39% da qui all’anno 2025.

I NUMERI ALLARMANDI DEL CANCER REGISTRY PROGRAM

Ad aggravare l’impatto della “bionde” sulla Comunità anche lo stato tutt’altro che fiorente della Sanità nonchè la difficoltà di accedere ai relativi servizi da parte di ampie fette della popolazione.
Senza contare la totale assenza di programmi di sensibilizzazione in chiave di smoking cessation.
Tutto questo viene denunciato da Deepak Mukarji che, in più, aggiunge anche come vietare le sigarette elettroniche “non si sia rivelata una decisione saggia”.
Ebbene si, perchè, come raccontato dalla nostra testata, in India è stato varato, quale misura anti-fumo, il divieto di fare utilizzo delle e-cig, alcun accorgimento prendendosi, invece, per contrastare realmente la diffusione tabagista.
Anzi, per la serie al peggio non v’è mai limite, le scellerate scelte sanitarie degli indiani sono state anche applaudite dall’Organizzazione mondiale Sanità.
Che ha ritenuto l’India un esempio, un modello cui guardare per l’impegno anti-fumo.
Sembra una barzelletta, ma non lo è.

I DATI SULL’USO DELLE E-CIG ERANO INCORAGGIANTI

Eppure, in India, i dati disponibili sull’uso della sigaretta elettronica (fino a quando esso è stato consentito) sono stati estremamente incoraggianti.
Un sondaggio ha rilevato, infatti, come il 30% di quanti avevano iniziato a svapare, fosse effettivamente riuscito a smettere con un ulteriore 41 che aveva comunque diminuito il consumo.
“Impedendo l’accesso a sistemi di somministrazione alternativi di nicotinaancora Mukarji – abbiamo eliminato la possibilità di un’efficace riduzione del danno da tabacco nel nostro Paese.
Invertire il divieto dei sistemi elettronici di somministrazione di nicotina a rischio ridotto sarebbe fondamentale per promuovere la riduzione del danno in India.
Ovviamente – ha concluso lo stesso – dovrebbe essere istituito un quadro normativo per impedire l’uso da parte di giovani e non consumatori di tabacco”.