Dpcm 3 Novembre: negozi sigarette elettroniche aperti anche in zona rossa

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Nessun timore per i negozi di sigarette elettroniche.
Anche nella peggiore delle ipotesi – ovvero quella in cui il territorio di appartenenza ricada in una zona rossa – le specifiche attività resteranno aperte ed operative.
Questo quanto si ricava dai contenuti dell’ultimo Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri che, appena firmato dal Premier Conte, andrà in vigore alle ore 00:01 di domani, Venerdi 6 Novembre.
Un Decreto multicolore, come noto, che suddivide lo Stivale in tre fasce indicate di maggiore, media e minore gravità identificate, rispettivamente, con il rosso, l’arancione ed il giallo – che, in extremis, ha sostituito il colore “verde” come da iniziale “legenda”.

NELLA FASCIA A MAGGIOR RISCHIO CALABRIA, LOMBARDIA, PIEMONTE E VALLE D’AOSTA

Regioni che attendevano di essere arancioni si sono ritrovate ad essere gialle, altre che pensavano di essere gialle si sono ritrovate ad essere rosse.
Con tutti gli annessi e connessi inconvenienti per gli esercenti vari in termini di caos e di disorientamento.
Ma torniamo al settore delle sigarette elettroniche. In buona sostanza, come in esordio richiamato, le aziende che commerciano sigarette elettroniche e prodotti affini potranno comunque rimanere aperti al pubblico e pienamente operativi.
Non solo quelli che si trovano in area gialla ed in area arancione ma anche quelli che dell’area rossa (regioni Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Calabria), ovvero quella a maggiore gravità ed entro la quale opereranno solo i servizi strettamente essenziali come negozi di generi alimentari, farmacie.

LO CHIARISCE LA PAGINA 196 DELL’ALLEGATO

E, appunto, come quelli dove si fa commercio “al dettaglio di tabacco, ivi inclusi gli esercizi specializzati nella vendita di sigarette elettroniche e liquidi da inalazione”.
Tanto si ricava dalla lettura della pagina 196 dell’allegato al menzionato Dpcm.
Rappresenta motivo di soddisfazione per il settore dello svapo poter prendere atto di come anche la particolare categoria sia stata inclusa, di fatto, tra quelle di prima necessità riconoscendosi, in un certo senso, i diritti di quanti – magari – sono impegnati, proprio grazie alle e-cig, in un percorso di smoking cessation e che, dalla indisponibilità delle sigarette elettroniche, potrebbero trarre indubbio danno con un quasi costretto ritorno-ripiego sul tabacco.