Donne in gravidanza fumatrici, “Aiutiamole a smettere”

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Mentre l’Organizzazione mondiale Sanità e l’Unione europea chiudono porte e portoni, a tripla mandata, alla sigaretta elettronica lanciando proclami vuoti di contenuto in chiave di lotta al fumo, nel Regno Unito – Stato pioniere delle alternative, non a caso chiamatosi fuori dall’Europa – si valutano soluzioni concrete per aiutare, in modo reale, le persone che vogliano sottrarsi dal vizio del fumo.
Public Health England, Organismo governativo di vertice per quel che riguarda il tema salute, e National Health Service hanno pubblicato un vademecum rivolto ai professionisti dell’ambito sanitario finalizzato ad incoraggiare le donna fumatrice in stato di gravidanza a dire addio alle “bionde” e a transitare allo svapo.
Lo svapo, quindi, come metodo principe in ottica di smoking cessation, come metodo istituzionalizzato.
“Se l’uso di una sigaretta elettronica – spiegano le due Istituzioni in un messaggio congiunto – può aiutare a smettere di fumare, si transiti ad essa in quanto sarà molto più sicura per la donna incinta e per il nascituro che non continuare a fumare”
Ovviamente, spiegano ancora, non è escludibile che la sigaretta elettronica possa avere un impatto sul feto ma se ciò anche fosse sarebbe in maniera decisamente meno nociva rispetto ad una classica.

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Ovvero, in questa affermazione, vive il succo, il “concept” del “minor danno”: per chi proprio non riesce a sottrarsi al vizio senza supporti, ben venga la stampella svapo che, comunque, rappresenterà un danno nettamente inferiore rispetto a quello insito nel tabacco.
Un discorso semplice-semplice cui, però, le massime Istituzioni continentali e mondiali paiono essere sorde.
Ma non è tutto.
National Health Service, infatti, propone anche di valutare di fornire incentivi economici alle menzionate donne fumatrici che, pancione alla mano, vogliano dire addio alle “classiche”.
Nhs ancora non specifica quale dovrebbe essere la sostanza del progetto: di certo l’impostazione anglosassone di gestione del problema è nella sua complessità più fattuale e si articola attraverso programmi e proposte che sono veri e non sterili proclami.

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