Divieti in spiaggia, ampio il fronte del no al fumo: disco verde per l’e-cig

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Le sigarette elettroniche vincono la loro battaglia sulle “classiche”.
Quanto meno sulle spiagge.
Sono decine, infatti, i Comuni del territorio nazionale – la decisione è di competenza strettamente locale – che hanno imposto, con ordinanza, il divieto della “pratica” nello specifico contesto.
E la ratio, si precisa, non ha nulla a che vedere col fattore Covid bensì con quello ambientale.

La sigaretta inquina. Inquina la sua nube che contamina direttamente l’atmosfera – come viene precisato dagli amministratori di Bibbiano, Comune la cui spiaggia è stata la prima ad essere dichiarata smoking free nella corrente stagione estiva.
Ma non sono amici dell’ambiente neppure i mozziconi di sigarette, “fattore” – questo – che pure viene richiamato in ordinanze che parimenti mettono al bando le “bionde” sotto l’ombrellone.
La cicca di sigaretta, infatti, viene principalmente lasciata sulle spiagge o, addirittura, odiosamente gettata in acqua.
Per decomporsi? Circa cinque anni, situazione che fa di essa il rifiuto più abbondante in tutto il mar Mediterraneo.

ULTIMI DIVIETI A LA MADDALENA

Ammoniaca, benzene, cianidrico e, addirittura, il radioattivi Polonio 210 a figurare nell’elenco delle sostanze liberate dalla cicca in decomposizione. Cosa poco convenievole in termini di decoro nonché di tutela della pubblica salute.
Ora come ora, come detto, la battaglia si combatte su scala cittadina: sono i sindaci, infatti, ad emettere ordinanze che possono vietare il fumare sul bagnasciuga.
Uno degli ultimi a rilanciare il divieto è stato il Primo Cittadino di La Maddalena.
Che, riprendendo analogo atto del 2019, ha riacceso il disco rosso per quel che riguarda l’arcipelago e tutto il complesso insulare. Ovvero, da Caprera a Santa Maria passando per Budelli, Spargi e Razzoli.

Divieto che vale per le spiagge libere ed esenta quei complessi in concessione, sempre che dotati di apposita attrezzatura utile a raccogliere e gettare i mozziconi. Una battaglia locale, come detto, ma si punta ad ottenere di più.
Una petizione on line, infatti, è già stata avviata con l’obiettivo di radunare 150.000 firme digitali da sottoporre al Ministero della Salute. Il tutto allo scopo di dare a questo divieto il rango di norma nazionale.
Un fronte, in definitiva, che si allarga e che “salva” la sigaretta elettronica: in spiaggia si potrà svapare in tutta pace. Non sporca e non inquina: giustizia è fatta, quanto meno in costume e prendisole