Dipendenza da nicotina e predisposizione genetica, novità da ricerca Usa

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Dipendenza dalla nicotina e predisposizione genetica, nuovi indizi dalla ricerca.
Un team della Emory University ha elaborato un nuovo modello per esaminare quale sia il rischio genetico correlato alla potenziale dipendenza dalla specifica sostanza.
Quello che stiamo scoprendo – ha commentato Rohan Palmer del Dipartimento di Psicologia – è che per sfruttare meglio le informazioni genetiche, dobbiamo andare oltre i singoli tratti ed oltre i singoli disturbi umani e pensare a come essi siano correlati i rischi per i diversi comportamenti e tratti.
Questo approccio più ampio può darci un misura molto migliore per stabilire se qualcuno è a rischio di un disturbo quale la dipendenza da nicotina“.

IL LAVORO DELLA EMORY

Ad oggi, hanno spiegato gli autori dell’approfondimento, un indizio che veniva guardato come spia di una suscettibilità o meno, a livello di dna, alla nicotina unicamente quello legato al numero di sigarette consumato nelle 24 ore.
Il prototipo elaborato dalla “Emory”, invece, intravede in ulteriori aspetti la sentinella di una possibile correlazione tra geni e suscettibilità alla nicotina quali punteggi poligenetici più elevati per il rischio di schizofrenia, depressione, nevroticismo, assunzione di rischi auto-riferita, indice di massa corporea elevato, disturbo da consumo di alcol.
“Se osservi l’effetto congiunto di tutte queste caratteristiche – ancora Palmer – il nostro modello rappresenta quasi il 4% della variazione nel legame alla nicotina, o quasi quattro volte di più di quello che apprendiamo basandoci esclusivamente su un indice genetico per il numero di sigarette”.

L’OBIETTIVO DI ELABORARE UN TEST

Passi avanti della ricerca “stars and stripes” in un contesto particolare, quale quello Usa, ove si assiste ad una impressionante mortalità fumo-correlata (circa 500.000 decessi all’anno) con ulteriori 16 milioni di persone che attualmente convivono con patologie, di tipo cardiocircolatorio o canceroso, comunque legate al consumo di sigarette.
Dalla teoria alla pratica: l’obiettivo ultimo dell’indagine è quello di poter, un giorno, riuscire a elaborare un test che possa informare un soggetto se il medesimo abbia una predisposizione, appunto, ad una maggiore “soggezione” alla nicotina.
In caso positivo, quindi, un soggetto non fumatore dovrebbe guardarsi, ancor di più, dall’approcciare le sigarette perchè avrebbe tendenza ad essere un fumatore più incallito e più complicato da avviare ad un eventuale percorso di smoking cessation