Der spiegel: la pfizer e il complotto anti-svapo

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La Pfizer, tra le più potenti case farmaceutiche al mondo, avrebbe finanziato, sotto forma di donazioni, associazioni e campagne contro la sigaretta elettronica. Avrebbe, cioè, “pompato” boicottaggi prezzolati con l’obiettivo di demonizzare la sigaretta elettronica. Il tutto contro le prime evidenze scientifiche oggi disponibili e con l’unico scopo di difendere propri interessi a molti zero.

A smascherare il “progetto” è stato il giornale tedesco “Der Spiegel”. Le rivelazioni della testata tedesca, rilanciate da “Il Fatto Quotidiano”, sono pesantissime e potrebbero innescare un terremoto non solo mediatico ma anche di tipo giudiziario. Quali interessi di Pfizer avrebbe leso l’avvento della sigaretta elettronica tanto da portare la Casa americana a orchestrare quello che appare essere un mega-complotto?

Secondo “Der Spiegel” a rischio vi sarebbero stati fatturati per oltre due miliardi di dollari annuo. Quelli che la casa farmaceutica incasserebbe dalla vendita di sistemi anti-fumo quali cerotti, gomme da masticare, farmaci – su tutti “Champix”. Un mercato che si nutre di quanti tentano di sottrarsi alla dipendenza dalla nicotina.

In questo senso le “elettroniche” si stanno dimostrando concorrente temibilissimo. Più approfondimenti hanno dimostrato come le stesse stiano concretamente aiutando i fumatori classici nel difficile percorso di fuoriuscita dal vizio. Con un’efficacia che sarebbe quasi doppia rispetto a quella dei farmaci anti-fumo. Inoltre, con danni a carico dell’organismo che, in attesa di studi a più lungo termine, appaiono al momento essere minimi rispetto a quelli del tabacco.

Secondo il report di “Der Spiegel”, l’Aktionsbündnis Nichtrauchen (Alleanza tedesca contro il fumo), cartello che raggruppa associazioni mediche e di ricerca, avrebbe ammesso di aver ricevuto, sin dal 2009, contributi dal colosso farmaceutico americano. In cambio l’impegno a divulgare notizie false sulla sigaretta elettronica. Un vero e proprio complotto in cui la prima vittima, prima ancora che l’e-cig, è il consumatore. Ovvero chi si voleva “terrorizzare” rispetto all’uso dell’e-cig. Con il solo scopo di tenere in vita la sigaretta classica e le armi spuntate ma costose che ingrassano, e tanto, i bilanci delle case farmaceutiche