Decreto Sostegni, emendamenti: oggi al via esame in Commissione Bilancio Senato

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Comincia nella giornata odierna il voto sugli emendamenti al Decreto Sostegni.
Tre sono le proposte di modifica al documento al vaglio della Commissione Bilancio di Palazzo Madama, Organismo presieduto dal pentastellato Daniele Pesco.
Due di questi, gemelli, sono riguardanti la richiesta di differire al 1 Gennaio 2022 l’inizio dell’obbligo di validità dei contrassegni anticontrabbando, aspetto quest’ultimo introdotto dai Direttoriali del mese di Marzo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: si tratta, nello specifico, del 6.0.23, presentato dai salviniani Montani, Ferrero, Rivolta, Faggi, Testor, Tosato, Bagnai, Borghesi, Siri e dell’ulteriore, ovvero il 22.0.26, sottoscritto dai pentastellati Vaccaro, Ferrara, Trentacoste, Puglia, Vanin, Donno, Presutto.
A questi due si aggiunga l’emendamento con primo firmatario Salvini che propone il dimezzamento della imposta sui liquidi.
Tutti questi emendamenti, tuttavia, sono stati “bollinati” come improponibili, ovvero non pertinenti con il testo normativo in esame: ciò significa che, allo stato, sono fuori dall’ordine del giorno, fuori dalla rosa degli emendamenti che, qualora approvati, approderebbero al voto del Senato per la definitiva ratifica.

SVAPO, NUOVO APPROCCIO DELLA POLITICA

La partita, però, potrebbe non essere chiusa.
La Presidenza della Commissione dovrà, infatti, esprimersi sulla richiesta di riammissione all’ordine del giorno presentata dai proponenti di tutte e tre le istanze.
L’esame, come detto iniziato oggi, proseguirà anche domani per esaurirsi nel corso della prossima settimana.
La sensazione, in ogni caso, anche alla luce di voci che vengono dall’ambiente, è che il Decreto Sostegni non assimilerà – per questione meramente tecniche – le istanze presentate da salviniani e grillini.
Al di la, come detto, dell’esito delle proposte, le iniziative intraprese fotografano, in particolar modo con riferimento all’emendamento Salvini, una precisa volontà politica che potremmo, di conseguenza, trovare riflessa in occasione della redazione della prossima legge di Bilancio.
Molto remoto, infatti, che l’impianto attuale della norma su accise ed e-liquid possa sopravvivere nella forma corrente che, si ricorda, prevede, un aumento progressivo delle accise fino al 2023.
Come già esposto dalla nostra testata, pare profilarsi un mutato approccio della politica al cosmo svapo rispetto a quella di un anno addietro.
Gli orizzonti, globalmente, paiono essere più rosei