Dall’Istituto nazionale tumori Milano un assist al “minor danno”

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C’è una parte della scienza nazionale che, fortunatamente, sposa – almeno in parte – il concetto del minor danno.
Non solo Polosa, non solo Beatrice.
Ma anche Roberto Boffi, Responsabile dell’Unità di Pneumologia e del Centro antifumo dell’Istituto nazionale tumori di Milano.
Scusate se è poco, atteso il ruolo ricoperto ed il contesto nel quale il medesimo opera.
Ebbene, Boffi – che cura anche una rubrica medica sul “CorSera”- si è visto porre interrogativo da un lettore che, rappresentandogli la personale situazione di “duale”, gli ha chiesto se tale condizione potesse abbattere il rischio di morbilità fumo-correlata.
Boffi, nel replicare, ha manifestato tutto il personale scetticismo rispetto alla dualità, ovvero al contemporaneo uso di sigarette classiche ed elettroniche.
Boffi, al riguardo, ha citato lo studio, pure richiamato dalla nostra testata, della Boston University.
Uno studio che, condotto su 7000 persone, aveva appurato, dall’analisi di sangue ed urine dei “pazienti”, come determinati parametri, attestanti lo stress infiammatorio e ossidativo dell’organismo, fossero del tutto identici tra solo fumatori e duali.
Laddove, invece, gli utilizzatori di sigarette elettroniche presentavano valori decisamente migliori.
Gli autori dello studio statunitense – ancora Boffi attraverso le colonne del “CorSera” – concludono sottolineando l’importanza di sostituire completamente il fumo di sigaretta con le sigarette elettroniche”.

LE PAROLE DI ROBERTO BOFFI, RESPONSABILE DEL CENTRO ANTIFUMO

In linea generale, quindi, il professionista ha concluso con una espressione che richiama chiaramente ed inequivocabilmente i motivi del minor danno.
Ci sentiamo di consigliare ai fumatori che vogliano danneggiarsi realmente di meno (o provare a smettere definitivamente) utilizzando questi dispositivi, non solo di sostituire con questi prodotti tutte le sigarette tradizionali ma, considerando la mancanza di studi sull’utilizzo delle e-cig a lungo termine, di utilizzare i dispositivi elettronici solo per il periodo necessario a superare la temibile sintomatologia d’astinenza legata alla cessazione dal fumo di tabacco”.
Non una fiducia incondizionata, sia chiaro, stante la mancanza di approfondimenti su più anni, quella che viene dall’alta professionalità ma, certamente, il riconoscimento della e-cig quale strumento di emergenza (comunque temporaneo) al fine di sottrarsi al vizio del fumo.
Questo si – il fumo – un fattore certo e comprovato di mortalità e morbilità.
Nelle parole di Boffi, quindi, si sintetizzano i “concept” del partito che auspica un riconoscimento della sigaretta elettronica quale soluzione tampone, quale stampella per aiutare il fumatore nel delicato percorso di smoking cessation.
Una delle opzioni che dovrebbe essere proposta al tabagista incallito laddove ci si renda conto come, in mancanza, il paziente non riuscirebbe a dire addio al pacchetto.
Meglio un danno grave e certo, quindi, o uno, fatto di mille “se” e “forse” ma, comunque, nettamente inferiore?