Cva “Limitare svapo e non il fumo è qualcosa di immorale!”

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Divieti e disinformazione: è questo il cocktail micidiale che sta portando troppo persone a ritornare al fumo.
E ad abbandonare le strade dello svapo.
E’ questa la sostanza dei dati che emergono da approfondimenti condotti in Nord America, contesto territoriale dove si registra una particolare “stretta” normativa su sigarette elettroniche e relativi liquidi da parte delle Istituzioni.
Su tutte, come noto, le restrizioni riguardanti i liquidi che, in svariati Stati Usa, sono stati vietati nei loro aromi “alternativi”.
Negli ultimi mesi, abbiamo osservato un aumento del numero di fumatori di sigarette nella fascia di età degli over 50″. Così Billy Gifford, Ceo di Altria, una delle più grandi realtà al mondo, nel suo genere, operante nel settore alimentare, del tabacco e delle bibite.
Riteniamo – ha affermato il manager – come molti di questi fumatori fossero, in realtà, passati in precedenza ai prodotti del vaping per poi tornare nuovamente alle sigarette elettroniche a causa della pubblicità negativa che ha investito il settore nonché a causa di sviluppi normativi e legislativi che hanno fortemente penalizzato il settore medesimo”.

“SMOKING CESSATION, SVAPO MISURA PIU’ EFFICACE”

Di simile tenore anche la riflessione di Darryl Tempest, Presidente di Canadian Vaping Association.
“Vietare le sigarette elettroniche, pur consentendo la vendita delle loro controparti combustibili, non ha senso – così la guida del sodalizio canadese. Che ha proseguito – I dati sono chiari, i prodotti vaping sono due volte più efficaci di altri che sono presenti sul mercato come strumenti per aiutare nella disassuefazione dal tabacco.
E, ancora, come acclarato da studi autorevoli, è stato dimostrato come le sigarette elettroniche siano nella misura di almeno il 95% meno dannose delle tradizionali”.

Consentire la vendita di sigarette, che sono note per essere la principale causa di morte in Nord America, ed allo stesso tempo vietare la vendita dei prodotti di riduzione del danno è qualcosa – ha concluso il vertice della Canadian Vaping Association – è qualcosa che è immorale ed ipocrita”.
Un caso evidente è quello dato dalla metropoli californiana di San Francisco.
La grossa città Usa, infatti, è stata raggiunta dal divieto di vendita di liquidi per sigarette elettroniche “aromatizzati”.

IL CASO SAN FRANCISCO

Ebbene, come da sondaggi condotti prima e dopo l’entrata in vigore del divieto, da quel momento si è assistito ad un calo nelle vendite di sigarette elettroniche e liquidi e, di contraltare, all’aumento delle vendite delle sigarette.
Un rapporto che pare essere direttamente proporzionale: laddove sono più intense le restrizioni allo svapo, aumentano i consumi delle “bionde”.