Cullip “Inseriamo nei pacchetti di sigarette informazioni sulle alternative”

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“I fumatori sono ben a conoscenza del fatto che il fumo uccida. Eppure i numeri del fenomeno continuano a mantenersi obiettivamente alti”.
Così Martin Cullip, ex Presidente dell’inglese “The New Nicotine Alliance“, in una riflessione “partorita” in occasione del “No Smoking Day”, giornata di sensibilizzazione antifumo avutasi lo scorso 9 Marzo nel Regno Unito.
La perplessità dell’esponente, tra i primi promotori delle teorie della riduzione del danno, insiste sulla obiettiva necessità di dover cambiare metodo “comunicativo” rispetto alle attuali strategie che si stanno adottando in chiave di lotta al fumo.

“INUTILE PERSEVERARE CON I SOLITI MESSAGGI”

“Sui pacchetti di sigarette vi sono messaggi che informano sui danni causati dal fumo.
E a ciò si accompagnano tasse, restrizioni e campagne mediatiche stigmatizzanti.
Tutto questo non sta pagando perchè resta ancora poca la consapevolezza di alternative meno dannose oppure perchè una determinata alternativa non risulta appagante e soddisfacente.
In questa Giornata senza fumo –
ha proseguito Cullip – ci stiamo concentrando sui modi che, meglio degli altri, funzionano affinché le persone smettano di fumare.
In realtà, quello che dobbiamo fare è informare rispetto all’ampia gamma di prodotti meno dannosi che sono attualmente disponibili: è assolutamente inutile, ed i numeri ne sono la dimostrazione, limitarsi a perseverare con quei messaggi che sono, ormai, stantii e che campeggiano sugli involucri di sigarette.
Ci sono modi più innovativi per incoraggiare i fumatori a provare qualcosa di meno dannoso”.

PUBBLICITA’-BERSAGLIO

Cullip detta la ricetta “Potremmo, ad esempio, inserire nei pacchetti di sigarette un inserto che dia notizia della disponibilità di alternative più sicure.
Ciò informerebbe direttamente chi fuma rispetto alla gamma di prodotti non combustibili più sicuri.
Le argomentazioni che vengono mosse contro le alternative a rischio ridotto, di solito, sono incentrate sul fatto che giovani o non fumatori possano utilizzare prodotti che, in realtà, sono pensati per aiutare a smettere di fumare.
Ebbene, la “pubblicità” attraverso le stesse sigarette raggiungerebbe direttamente i fumatori e potrebbe finire per essere –
ha concluso l’esperto – il modo per aiutare effettivamente quest’ultimi a cogliere l’obiettivo di dire addio alla dipendenza”.