Coronavirus trasportato dal fumo fino a otto metri, rischio quasi nullo con e-cig

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sigaretta elettronica e coronavirus
sigaretta elettronica e coronavirus

La pandemia, forse (forse, eh…) potrebbe incamminarsi, a breve, lungo il viale del tramonto dopo le fiammate di Omicron.
Ma, in ogni caso, val la pena ribadire qualche sempreverde misura di prudenza.
Mascherine, distanziamento, lavaggio di mani e niente sigarette.
Ebbene si, niente sigarette.
Il fumo delle “bionde”, infatti, sarebbe un efficacissimo veicolo di diffusione e di trasporto di quel diavolaccio di virus.
Secondo uno studio spagnolo di recente fabbricazione, infatti, il medesimo sarebbe in grado di diffondere il Coronavirus fino ad una distanza di otto metri.

LA RICERCA DI GORKA ORIVE

Il problema, ovviamente, si pone sempre nel caso in cui il soggetto fumatore sia positivo.
L’infettività e il tempo di replicazione dell’Omicron lo rendono uno dei virus più infettivi conosciuti dall’umanità.
Aria, aerosol e particelle sono il suo meccanismo di trasporto e gli spazi chiusi sono il posto migliore per l’infezione
“, ha fatto presente la ricercatrice spagnola Gorka Orive nel commentare il lavoro pubblicato nel portale specializzato Archivos de Bronconeumologia.
Che, in aggiunta a questi dati già parzialmente noti, ha anche ribadito come il fumo possa veicolare il fumo fino ad otto metri di distanza.
Le particelle virali, in particolare, verrebbero sparse dalla saliva emessa all’atto dell’espirazione coprendo distanze importanti, tanto più in ambienti chiusi.
Del resto, proprio alla luce di questa “potenzialità” virale della sigaretta, è stato disposto da parte dei sindaci, a più livelli locali, il divieto di fare uso delle sigarette in luoghi pubblici all’aperto.

TRASCURABILE IL RUOLO DEL VAPORE

La scienza, invece, ritiene essere del tutto trascurabile il pericolo di contagio collegato alla sigaretta elettronica.
Questo perchè nel vapore espirato vi sarebbe una quantità di saliva del tutto irrisoria laddove, invece, la maggior parte di quanto liberato dallo svapatore consiste in liquido nebulizzato.
In conclusione, i ricercatori hanno commentato “I nostri risultati indicano che, nonostante le chiusure sociali e le sue conseguenze, una pandemia può essere un buon momento per smettere di fumare”.