Contrabbando liquidi sigarette elettroniche, beccato il Lodigiano

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Nome in arte “Il Lodigiano”, età 53 e, a quanto pare, anche percettore di Reddito di cittadinanza.
Ma, soprattutto, come da accusa degli inquirenti, una sorta di “guru” per quel che riguarda il commercio clandestino nel settore dei liquidi per sigarette elettroniche.
Le Fiamme Gialle hanno denunciato l’uomo in concorso con una seconda persona, 49enne, che si ritiene esserne complice.
Una filiera rigorosamente in nero quella che la coppia aveva abilmente messo in piedi e che le Fiamme Gialle, coordinate dalla Procura, hanno ricostruito sin dagli albori della lavorazione delle materie prime in laboratorio fino alla attività di spedizione all’acquirente finale.
Acquirente sparso entro l’intero territorio nazionale che, ovviamente, entrava in contatto con il Lodigiano tramite i canali del web sobbarcandosi il rischio, a fronte del risparmio di qualche spicciolo, di buttare nei propri polmoni prodotti non sicuri in quanto non sottoposti ai rigidi controlli che gravano sui prodotti reperibili nei negozi ufficiali.
A battere la notizia, che sta avendo fortissima eco nell’ambiente, è l’agenzia di stampa nazionale Adnkronos.
Sempre come ricostruito dai militari GdF, nel dettaglio, i due uomini si procuravano, da circa cinque anni, nicotina pura presso i circuiti del mercato cinese servendosi, allo scopo, di una azienda creata in Slovenia che “schermava” l’acquisto sotto le mentite spoglie di “essenze aromatiche” al fine di eludere i tributi.
I prodotti, quindi, sempre come ricostruito dalla Guardia di Finanza milanese in uno con la Procura, giungevano in Italia dove, entro un magazzino, era stato allestito il vero e proprio laboratorio clandestino adibito alla vera e propria preparazione dei liquidi ed al relativo confezionamento.

NEL VARESOTTO C’ERA IL LABORATORIO ABUSIVO

Un tranquillo paesino di poco meno di 1500 anime – Sangiano, nel Varesotto – divenuto, a sua insaputa, centrale di smistamento dei liquidi “pirata” dello svapo.
Ovviamente, altrettanto rilevante era il discorso del marketing.
Con i prodotti che venivano reclamizzati attraverso apposita pagina social con i pagamenti da effettuarsi su prepagate intestate a “teste di legno” – in un caso anche ad un uomo defunto da un paio di anni.
I pacchi, quindi, prendevano il volo per lo Stivale, da Nord a Sud, con nomi mittenti falsi piazzati sui pacchi.
Apposite connessioni “tor”, ancora, rendevano anonime le connessioni tanto da far risultare i collegamenti posti in essere dai più disparati Paesi – non ultimi Siria ed Australia.
Per “Lodigiano” e socio, come si apprende, denuncia per “sottrazione al pagamento dell’imposta di consumo sui prodotti liquidi per sigarette elettroniche” nonchè “indebito utilizzo di carte di pagamento”.
Importante la mole di affari mossa negli anni – si ipotizzano almeno 700.000 euro oltre ad una somma ulteriore circa pari di mancati versamenti all’Erario.
E proprio la traccia dei soldi ha consentito, seguita al contrario, di dare volto e nome ai papabili contrabbandieri che, di fatto, sono stati inizialmente intercettati all’atto del prelievo dei contanti attraverso le “prepagate”.
Nel capannone del Varesotto, in ultimo, sono stati sequestrati circa 953 litri di liquidi clandestini.

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