Congresso Società italiana di Parodontologia e Implantologia, ok alla sigaretta elettronica

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Non solo polmoni, non solo cuore.
Fumare fa male a tutto, ma proprio a tutto.
Gengive comprese.
Dire addio alle sigarette, quindi, ed adoperare la sigaretta elettronica, per aiutarsi in questo fase di transizione, può comportare un significativo miglioramento alla salute della bocca.
Sono queste le conclusioni che vengono dai lavori del 20esimo Congresso della Società italiana di Parodontologia e Implantologia, appuntamento sviluppatosi a Rimini.
Durante i lavori, tra le altre, si è discusso di come la paradontite abbia, tra i fumatori, una incidenza quattro volte superiore rispetto a quanti fumatori non sono. Persistendo, poi, anche una volta smesso, una tendenza che è maggiore in rapporto a quanti non hanno mai fatto uso di sigarette.

CHI FUMA RISPONDE ANCHE PEGGIO ALLE TERAPIE

Come prima detto, però, momento centrale è vissuto nel “riconoscimento” venuto al vaping. Quanti convenuti, infatti, nello stabilire la necessità di smettere di fumare quale arma di prevenzione di patologie varie, hanno evidenziato come allo scopo possa essere utilizzata la e-cig, validata, quindi, quale metodo di smoking cessation, sebbene solo limitatamente al momento di “passaggio”.
“Il fumo di sigaretta – ha fatto presente Andrea Pilloni, professore di Parodontologia all’Università di Roma Sapienza attraverso i microfoni Ansa – è un fattore di rischio per la parodontite perché diminuisce le difese e aumenta l’infiammazione. Inoltre – ha proseguito lo stesso – ‘maschera’ la malattia parodontale, che ha nel sanguinamento gengivale uno dei campanelli d’allarme. La nicotina, infatti, è vasocostrittore, quindi le gengive sanguinano meno, ma non per questo la parodontite non progredisce. Anzi se il sanguinamento è un modo che il corpo ha di gestire l’infiammazione, quando esso viene a mancare diminuisce la capacità di difendersi dai batteri. Per questo – la conclusione – chi fuma risponde molto peggio alle terapie, siano esse non chirurgiche o chirurgiche”.

MEDICI SEMPRE PIU’ APERTI VERSO LA E-CIG

Dal respiro generale del congresso si coglie la fiducia verso la sigaretta elettronica che, come detto, viene presentata come un valido strumento per smettere di fumare.
Sempre di più, quindi, la “base” dei medici, quelli che vivono la quotidianità della clinica, il contatto con il paziente “aprono” alla e-cig.
Non si può non citare, al riguardo, l’intervento di Claudio Cricelli, Presidente della Società italiana Medici di Medicina generale e delle Cure primarie. Questi, infatti, aveva, attraverso una nota, invocato maggiori informazioni sul vaping.
A ciò si contrappone l’atteggiamento di chiusura delle Istituzioni sanitarie di vertice, anche nazionali, che insistono sulla nocività del vaping. Non guardando alla totalità della scienza disponibile in materia ma selettivamente solo ad una parte di essa.
Distanza sempre più ampia tra le stanze dei bottoni e quanti la medicina, quotidianamente, la vivono come rapporto col paziente.