Coehar, ecco lo studio “Osserveremo sigaretta elettronica per sei anni”

0
267
Coehar-ecco-lo-studio -Osserveremo-sigaretta-elettronica-per-sei-anni-svapomagazine.jpg
Coehar-ecco-lo-studio -Osserveremo-sigaretta-elettronica-per-sei-anni-svapomagazine.jpg

Gran Bretagna, Irlanda, Grecia, Francia, Polonia, Bulgaria, Norvegia, Danimarca, Belgio, Finlandia, Austria, Italia, Ungheria, Germania, Paesi Bassi, Svezia, Islanda, Nuova Zelanda, Stati Uniti e Canada.

Sono questi i Paesi che saranno interessati da uno studio a lungo termine che sarà condotto per accertare, a livello globale, gli effetti dell’uso di sigarette elettroniche sulla salute umana. A promuoverlo sarà il Coehar, consorzio di accademici operante presso l’Università degli Studi di Catania ed impegnato nella ricerca di soluzioni nell’ottica del minor danno. “Le sigarette elettroniche sono molto meno dannose delle sigarette convenzionali, ma non ci sono dati scientifici affidabili sull’effetto a lungo termine sulla salute umana” – questo quanto evidenziano dal Coehar.

“Lo studio a lungo termine sugli effetti sulla salute è uno studio osservazionale internazionale della durata di sei anni che coinvolgerà più di 800 partecipanti provenienti da più di venti Paesi ed equamente diviso tra vapers regolari e non fumatori che non hanno mai usato sigarette elettroniche. Questo studio mira a valutare gli indicatori sanitari specifici della salute dei vapers”.

UNO STUDIO ERA STATO CONDOTTO MA SUL BREVE TERMINE

Un follow up sui fumatori elettronici, in realtà, già era stato condotto a cura del Coehar e non aveva “rilevato cambiamenti nella funzione respiratoria”. Il limite dello studio, tuttavia, era quello di essere a breve termine. Da qui, quindi, la necessità di prevedere una nuova indagine con una fase di osservazione più estesa. Il metodo della ricerca prevede, quindi, che si recluti un vasto numero di vapers non fumatori per monitorarne la salute respiratoria nel lungo termine.

L’indagine, in ultimo, mira a smontare una delle contestazioni che più frequentemente vengono levate dal mondo degli anti-svapo. Ovvero quella relativa alla presunta mancanza di elementi che confortino, su un termine temporale significativo, rispetto alla non tossicità delle e-cig. In realtà manca, in merito, un “vero” e certificato studio. Per quanto, però, la pratica della sigaretta elettronica, nel sentito dire e come da cronache, non abbia ad oggi rivelato (e sono passati circa dieci anni dal suo ingresso nel mercato), se propriamente usata, importanti effetti di massa

Leggi anche: Polosa, epidemia Usa “Vergognosa campagna di disinformazione”