Cnn, titolo approssimativo “15enne morto per svapo”

0
260

La prudenza nella comunicazione è quanto mai necessaria. Specie quando si è una testata tra le massime a livello mondiale. Sorprende, al riguardo, e desta perplessità il pezzo appena rilanciato dalla americana Cnn che, attraverso le proprie pagine on line, ha titolato, in data 9 Gennaio 2020, “Texas 15 year old’s death is youngest vaping lung injury fatality in the United States”. Ovvero “la morte di un quindicenne in Texas per svapo polmonare”.

L’articolo in questione non entra nello stretto merito della vicenda anche perché dettagli della stessa non ne sono stati forniti dalle fonti sanitarie. Nell’articolo ci si limita a dire che l’adolescente sia morto per Evali, ovvero la patologia polmonare che ha ucciso 57 persone in vari Stati Usa e che molto impropriamente si continua a definire come causata dallo svapo. Un’espressione vaga che penalizza la pratica della sigaretta elettronica che, val la pena ricordarlo, non ha ucciso un solo individuo in dieci anni di presenza sul mercato. Ciò che ha ucciso è stato, piuttosto, l’uso di sostanze illecite (vitamina e acetato, su tutte), solo per combinazione assunte attraverso un dispositivo per lo svapo al pari di una siringa quando viene usata per iniettare eroina. E si ha tutta la ragione di credere come anche le vicende di questo povero 15enne non siano state molto dissimili.

L’IMPATTO SUL CITTADINO MEDIO

Ebbene, se però un media di primo piano come la Cnn parla, con riferimento a questo tragico episodio, di “morte per svapo”, si crea un bel casinotto. Perché un cittadino medio che legge “morte per svapo” ritiene che ad uccidere sia stata una normalissima sigaretta elettronica caricata con normalissimo liquido. E non può immaginare che il termine sia assolutamente inappropriato. Anche perché, come in questo caso, la fonte non è Paperino ma, appunto, la autorevolissima Cnn. Con le testate di mezzo mondo che faranno da eco, senza troppo pensarci su, amplificando la visibilità della “news”. Mezza fake. I grandi interessi della sigaretta classica, intanto, ringraziano caldamente. Urge una attenta e nuova modalità comunicativa nella gestione della questione svapo-Usa, una diversa attenzione da parte chi preposto al delicato compito dell’informazione. Perché, in questo modo, si sta alimentando una pericolosissima campagna di demonizzazione che altro non sta facendo che rinforzare le posizioni delle bionde. Loro si, plurimilionario killer