Cina, le sigarette elettroniche passano sotto il Monopolio del tabacco

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Era una mossa anticipata già da qualche tempo ma che, ora, si colora di ufficialità.
Il Governo cinese, infatti, con atto dello scorso Venerdi, ha assorbito, inglobato il settore delle sigarette elettroniche nel Monopolio statale.
Assimilando, in pratica, la giurisdizione che andrà a gravare sul settore vaping a quella che è già in essere sul tabacco tradizionale.

L’OK DI LI KEQIANG

Venerdi 26 Novembre, come detto, si è consumato il passaggio ufficiale con la firma apposta all’ordinanza dal premier Li Keqiang che ha recepito le linee guida normative presentate dal Ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione e dall’Amministrazione statale del Monopolio del Tabacco.
Le rigide norme che disciplinano, quindi, il settore della sigaretta tradizionale si estendono anche alle e-cig e a tutte le alternative in circolazione nel mercato cinese.
Ad oggi, infatti, il vaping del Paesone orientale galleggiava in una sorta di zona grigia, priva di una sua propria regolamentazione.
Ciò non significa, però, che la sigaretta elettronica fosse esente da disciplina.
Tutt’altro.
Come noto, infatti, in terra cinese, che pure accoglie il colosso Relx, svapatori e dintorni non se la passavano già molto bene.

UN NUMERO IMPRESSIONANTE DI FUMATORI

Come già spiegato, infatti, in altro articolo della nostra testata, da Novembre 2019, sono state messe le ganasce all’e-commerce, tant’è che in Cina non è possibile vendere/acquistare prodotti svapo per il tramite del web con le transazioni, quindi, confinate solo al negozio fisico.
Ora la nuova, ulteriore stretta finalizzata a “rafforzare la supervisione e l’amministrazione sulle sigarette elettroniche” nonché su tutti gli “altri nuovi prodotti del tabacco”.
Nulla di positivo all’orizzonte di una realtà che, non lo si dimentichi, conta un numero impressionante di fumatori: allo stato, infatti, il particolare censimento dice che vi siano circa 307 milioni di fumatori su 1,4 miliardi di cittadini, vale a dire il oltre il 25 percentuale della popolazione.
Ma il problema, anche in Cina, resta la sigaretta elettronica.