Cina, corruzione: alla sbarra la regina delle sigarette elettroniche

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Roma, 24 gen. (askanews) - Una delle donne più ricche di tutta la Cina, la regina delle sigarette elettroniche Chu Lan Yiu, è stata messa sotto inchiesta per "violazioni disciplinari" dal Partito comunista cinese. L'ha comunicato oggi con un'informativa alla Borsa di Hong Kong la sua compagnia, la Huabao International Holdings.Chu, che è una delle più note imprenditrici di successo nel panorama cinese, è detentrice della quota del 71 per cento di Huabao, che è un gruppo attivo nella produzione di fragranzie per le sigarette elettroniche. Le azioni del gruppo sono precipitate dopo l'annuncio.Secondo l'informativa della compagnia, è stato il Comitato di supervisione della città di Leiyang a mettere sotto indagine Chu - che è anche presidente e amministratrice delegata di Huabao - per "sospette violazioni disciplinari". Solitamente gli organismi d'ispezione del Pcc, quando parlano di violazioni disciplinari, intendono casi di corruzione.Nell'informativa è anche scritto che "al momento dell'annuncio, la compagnia non ha ricevuto alcun dettaglio sulla natura delle sospette violazioni sulle quali la signora Chu è attualmente indagata. Le operazioni della compagnia rimangono normali".Secondo Hurun Report, Chu ha una fortuna personale di 7,6 miliardi di dollari ed è la 122 più ricca persona della Cina. E' anche parte di diversi comitati consultivi del Pcc.Negli ultimi mesi la campagna anti-corruzione voluta dal presidente Xi Jinping ha ripreso un certo vigore e diversi personaggi dell'amministrazione, del mondo degli affari sono stati messe nella lente d'ingrandimento dell'onnipotente Commissione centrale d'ispezione di disciplina.

La regina delle sigarette elettroniche in Cina in guai grossi con la giustizia.
Si tratta di Chu Lan Yiu, proprietaria del 71% delle azioni del colosso Huabao, super big che produce liquidi per il settore svapo.
Secondo i media locali, in particolare, l’imprenditrice sarebbe finita sotto la lente di ingrandimento per una ipotesi accusatoria di “violazioni disciplinari” da parte del Partito comunista cinese.
Lo ha reso noto con un’informativa alla Borsa di Hong Kong la stessa Huabao International Holdings.

NEL MIRINO DEL SUPER POTERE DEL PARTITO COMUNISTA

La situazione è abbastanza seria perchè, dietro la dicitura di “violazioni disciplinari” si cela solitamente la fattispecie della “corruzione”.
E questa tipologia di reato è trattata con estrema severità in terra cinese, tanto da poter prevedere anche la pena capitale nel momento in cui la corruzione viene riconosciuta in capo ad un politico o ad un funzionario statale nell’esercizio delle sue funzioni.
Non sarà, probabilmente, questo il destino della Chu Lan Yiu; Certo è che, da quelle parti, sconti non se fanno.
Anche se sei, come nel caso della imprenditrice in questione, tra le figure più potenti nel firmamento dell’economia nazionale, la 122esima persona più ricca nel Paese ed hai un patrimonio di 7,6 miliardi di dollari.
La super potenza asiatica, quando si tratta di arginare episodi di corruzione, usa la scure.

IL MANDATO DEL PRESIDENTE XI JINPING

E questo mandato è stato dato direttamente dal Presidente Xi Jinping alla Commissione centrale d’ispezione di disciplina del Partito Comunista nazionale, Organo che riveste un ruolo di potere non comparabile ad alcuno di quelli che si rinvengono in qualsiasi degli Stati occidentali.
Il mandato è stato quello di perseguire ogni condotta che non sia conforme ai parametri dell’etica, sia con riguardo ai rappresentanti delle Istituzioni sia con riguardo a quelli della grande finanza.
Un eventuale quanto probabile condanna in capo alla Chu Lan Yiu potrebbe rappresentare un colpo mortifero anche per una imponente realtà quale Huabao.