Chicago, vendevano e-liquid a minori: aziende multate per 600.000 $

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A Chicago non si scherza. Il sindaco della metropoli americana, 2,7 milioni di abitanti nello Stato dell’Illinois, infatti, ha trascinato in giudizio otto rivenditori di sigarette elettroniche che, tramite i canali dell’on line, avevano venduto i loro prodotti a minori della città.
Ed il Giudizio ha dato ragione al sindaco Lori E. Lightfoot: i Magistrati, infatti, hanno condannato le aziende in questione ad una sanzione complessiva pari a circa 600.000 dollari.
La normativa vigente a Chicago, infatti, vieta di fare vendita a minori di materiale afferente il settore vaping. Di conseguenza, il Primo Cittadino ha citato i venditori dal momento che, pur avendo alcuni di essi sede al di fuori dei confini cittadini, avevano comunque chiuso la transazione con un cittadino di Chicago, circostanza che ha “instaurato” il diritto del sindaco a sporgere denuncia.

IL SINDACO “OGGI ARRIVA UN MESSAGGIO CHIARO”

“L’azione di oggi lancia un messaggio chiaro ed eloquente a tutti coloro i quali sono attori nel mercato. E, in particolare, nel settore della vendita al dettaglio e del marketing di e-cig: non tollereremo vendite e pubblicità illegali nei confronti dei nostri minori”.
Così Lightfoot. Che ha proseguito.
“Che si tratti di un leader del mercato come Juul Labs o un rivenditore più piccolo, chiunque ignori i requisiti di età per la vendita di questi prodotti dannosi e che creano dipendenza, sarà ritenuto responsabile della violazione delle nostre leggi e non esiteremo a chiedere un risarcimento finanziario e ingiuntivo”.

DAL 2018 1,7 MILIONI $ DI SANZIONI

Alcune dei produttori citati hanno rivelato di volersi ritirare dal mercato di Chicago.
Altri hanno accettato una serie di condizioni che, oltre al pagamento della sanzione, sono state stabilite in sede transattiva quale quella di esercitare un maggiore controllo e filtro sull’età degli acquirenti.
Non è, in ogni caso, una novità che a Chicago si stanghino le aziende di svapo che fanno commercio con i minori.
Dal 2018 ad oggi, infatti, sono stati elevate 1,7 milioni di dollari di multe.