Che confusione, sette medici pakistani su dieci credono che la nicotina provochi il cancro

0
27

Tutti ricordano Battisti e la sua “Confusione”.
Ebbene, lo storico pezzo del cantautore di Poggio Bustone potrebbe essere elevato a colonna sonora, ad inno di buona fetta dei medici pakistani.
Un’indagine condotta sui camici bianchi del Paese asiatico, infatti, consegna risposte che sono disarmanti rispetto alle conoscenze in fatto di nicotina e smoking cessation.
Secondo, infatti, il 70 percentuale dei medici pakistani, la nicotina sarebbe causa scatenante del cancro.
Similmente, la sostanza in questione sarebbe la causa – sempre a detta dei medici pakistani – di problematiche respiratorie, quali la Bpco, e di disfunzioni cardiocircolatorie.
E’ chiaro come il caos abbondi nelle informazioni dei dottori pakistani.
E questo caos finisce per travolgere anche le strategie di smoking cessation.
Non è la nicotina, come ben sappiamo, a determinare problemi di tipo tumorale bensì la combustione delle sigarette.

LE PAROLE DI HAMEED E MALIK

La sostanza – quello si – determina assuefazione e, su questo dato, non ci piove.
Ma, direttamente, la medesima non è causa di patologie.
Se, però, i medici hanno una visione distorta, si vanno a far benedire anche i discorsi sul minor danno da fumo.
Le sigarette elettroniche, ad esempio, si fondano, principalmente, su liquidi con determinate percentuali di nicotina.
Come potrebbero mai consigliare, i medici pakistani, di transitare alla e-cig se ritengono che sia la nicotina stessa il problema?
Se i professionisti sanitari stessi ignorano quelli che sono i capisaldi della materia, quale soluzione possono dare alla popolazione fumatrice?
“Questo studio – commentano Abdul Hameed e Daud Malik – suggerisce che i medici devono essere meglio informati sul fatto che la nicotina nei prodotti del tabacco crea dipendenza mentre le sostanze chimiche, in particolare quelle che causano la combustione, sono le principali fonti di rischio per le malattie legate al tabacco”.
Le idee sbagliate sulla nicotina, osservano opportunamente i due, “possono essere rapidamente risolte con interventi di comunicazione”
.