Charleston, l’aeroporto internazionale vieta fumo e svapo

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Niente fumo e niente svapo.
Provvedimento estremo, molto talebano quello appena emanato dalla Dirigenza dell’Aeroporto di Charleston, scalo di punta della Carolina del Sud.
Ebbene, i vertici della infrastruttura – che è punto di arrivo/partenza per rotte internazionali – hanno disposto il divieto assoluto di fumare e di svapare all’interno dell’area di viaggio ed in varie zone di pertinenza.
Per la precisione, il “ban”, entrato in vigore dal 1 Settembre, riguarda “tutti gli spazi pubblici chiusi al di fuori dei terminal, le navette aeroportuali, i marciapiedi, le aree di sosta, i parcheggi pubblici e per i dipendenti e tutti gli altri edifici dell’Autorità aeroportuale”.

DIVIETO IN VIGORE DAL 1 SETTEMBRE

Nonchè qualsiasi dispositivo che sia capace di “emettere fumo o vapore”.
Un provvedimento che viene spiegato quale “sforzo per salvaguardare la salute, la sicurezza e il benessere dei viaggiatori”.
La nostra missione è quella di rendere il campus dell’aeroporto un ambiente sicuro e salutare per viaggiatori, ospiti e lavoratori – ha spiegato Elliott Summey, Amministratore delegato del “Charleston” – I rischi per la salute associati al fumo passivo sono inconfutabili”.
Il medesimo Ad ha annunciato che sarà tolleranza zero: quanti verranno beccati in fallo saranno adeguatamente e lautamente sanzionati.
“Il Dipartimento di Polizia dell’Autorità per l’Aviazione della Contea di Charleston – è fatto presente – inizierà a far rispettare il divieto e le persone che non si conformano saranno soggette a multe”.

UNA MEGA INSALATA

I divieti sono propagandati attraverso social media, segnaletica e media.
Una mega insalata, per dirla breve, quella “condita” dai Dirigenti dello scalo.
Che fanno di tutt’erba un fascio e vietano tutto con un taglio trasversale ed indiscriminato.
E, soprattutto, privo di logica e di fondamento scientifico.
Una strategia chiara: da una parte la esigenza di lotta alla dipendenza tabagista, dall’altra quella di addolcire la pillola ai grandi interessi del tabacco dando vita a restrizioni anche al diretto concorrente-svapo.
Perchè si sa, anche in tema di politiche sanitarie mal comune è mezzo gaudio.