Caso Michigan, incredulo anche il “Casaa”

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Il caso-divieti levatosi dallo Stato del Michigan lascia incredulo anche il “Casaa“. A levare gli scudi contro il “veto” della Governatrice di commercializzare liquidi per vaping con aromi diversi dal tabacco, infatti, è anche il sodalizio Usa. Ovvero il “Consumer Advocates for Smoke-free Alternatives Association”. L’organizzazione di consumatori “no profit” che sostiene, come sua “mission sociale”, “il principio della riduzione del danno da tabacco come strategia necessaria per ridurre la morte precoce e la malattia attribuita al fumo”, è entrata nel dibattito.

E lo ha fatto in modo perentorio. Quella della Whitmer è stata, secondo il “Casaa”, “una risposta miope e pericolosa all’uso da parte dei giovani di prodotti a vapore. Nonchè all’attuale crisi sanitaria derivante da prodotti di strada contaminati”.

“DIVIETI AVRANNO EFFETTO DRAMMATICO”

Il Governatore – espone, in particolare, Alex Clark, “Ceo” di “Casaa” – non sta considerando il drammatico effetto negativo che questo provvedimento avrà sulla salute pubblica del Michigan. Questo regolamento porterà alla chiusura di attività commerciali. Attività che sono punto di riferimento e prezioso supporto per i consumatori che hanno valutato alternative al fumo.

Molti – ancora Clarke – credono che vietare i prodotti a base di vapore aromatizzato proteggerà gli adolescenti. E’ più probabile, invece, che tale divieto non farà altro che far prendere piede sul mercato al sommerso. Il tutto mentre il Michigan e gli Stati circostanti sono alle prese con una misteriosa malattia polmonare attribuita a cartucce illecite di THC/ olio di cannabis”.

Il momento storico, quindi, si presenta molto delicato. Da un lato almeno un paio di centinaia di persone, come detto, costrette e ricoveri ospedalieri a causa di prodotti comprati nel mercato parallelo del “clandestino”. Dall’altro una decisione di un Organo statale che da vigore a quella piaga che, invece, si dovrebbe combattere.

Intanto non resta che attendere le evoluzioni della questione. Per quanto sembri scontato che l’approdo naturale dello scontro prossimo ad essere promosso dalle associazioni di vaping non potrà che essere quello delle aule giudiziarie

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