Cannabis light, emendamento “salva” 3.000 imprenditori

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Cannabis light salva. Il settore tira un sospiro di sollievo grazie ad un emendamento multicolore (griffato Partito Democratico, Liberi e Uguali e, ovviamente, Movimento Cinque Stelle) alla legge di Bilancio 2020.

La modifica apportata alla impalcatura principale della norma, come rivela “Yahoo Finanze”, farà si che “i prodotti con un contenuto di Thc inferiore allo 0,5% non saranno più considerati stupefacenti e, quindi, il loro commercio sarà legale”.

Come si ricorda, la questione era già stata oggetto di attenzione da parte dell’allora Ministro dell’Interno Matteo Salvini che aveva annunciato a chiare lettere battaglia ai negozi di cannabis light. “Farò la guerra ai negozi di cannabis light – aveva annunciato il leader leghista, come riporta Yahoo – Uno ad uno, li chiuderò tutti”.

Da allora, come noto, ne è passata di acqua sotto i ponti. Salvini ha perso le redini del Governo, ritrovandosi all’opposizione per gli effetti del rimescolamento, con la conseguente impossibilità di poter dare seguito a quell’intendimento. L’emendamento che salva il mercato della cannabis, spiegano ancora da Yahoo Finanza, entrerà in vigore a partire da gennaio 2020.

SALVE CIRCA 3000 ATTIVITA’

Non chiuderanno, quindi, circa 3.000 attività operanti nel settore. Tanti sono, infatti, i soggetti coinvolti nell’ “affair”, su tutto il suolo nazionale, tra negozi, aziende agricole e luoghi di produzione. Notevole anche il gettito per lo Stato che, si stima, introiterà annualmente circa 500 milioni di euro. Come si apprende, infatti, dalla legge di Manovra, come richiamata dal portale finanziario, “l’intera pianta di canapa o sue parti, è sottoposta a imposta di fabbricazione applicando al prezzo di vendita le aliquote percentuali in misura pari a euro 12 per 0/mille chilogrammi, per ogni punto percentuale di cannabidiolo (CBD) presente nella biomassa”.

Francesco Mollame (M5s), Loredana De Petris e Paola Nugnes (Leu), Monica Cirinnà e Daniela Sbrollini (Pd) i parlamentari firmatari dell’emendamento.