Canada, vendi sigarette elettroniche? Ecco la super tassa

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Un film visto e rivisto. Un classicissimo dell’assurdo. “Public Health” Canada (un corrispondente del nostro Ministero della Salute, in parole povere), infatti, ha chiesto al Governo dell’Ontario di “vietare la vendita di prodotti aromatizzanti di svapo, ad eccezione di quelli al tabacco”.

Una pellicola trita e ritrita, come detto, che ripropone scenari cui già si è assistito a vagonate, negli ultimi mesi, soprattutto nei confinanti Stati Uniti d’America. Ma non è tutto. Il dottor Eileen de Villa, a capo del Dipartimento Igiene, ha chiesto in modo specifico al Governo locale dell’Ontario anche che si limiti la pubblicità di prodotti di svapo in piccoli negozi di distribuzione, come stazioni di servizio e piccoli alimentari. “Sono preoccupato per gli effetti sulla salute dello svapo” – ha fatto presente lo stesso De Villa che ha anche evidenziato il crescente appeal di cui godono tali prodotti in particolar modo tra i più giovani.

SIGARETTE ELETTRONICHE, SEMPRE PIU’ BOOM TRA I GIOVANI CANADESI

E proprio in questa fascia anagrafica si è registrato un boom notevole con gli svapatori aumentati di oltre il 70 percentuale tra il 2017 ed il 2018. In tal senso, quindi, si punta a limitare la diffusione dei liquidi avanti aromi particolari, quali quelli fruttati, che sono indicati come il “motivo” che spinge i teen agers a sposare l’elettronica. Le misure anti-elettronica, tuttavia, non si limitano solo a queste ora dette. Un altro aspetto “disincentivante” è quello rappresentato dalla super tassa per la vendita di tali prodotti. I commercianti di Toronto che vorranno esporre in vetrina sigarette e liquidi vari dovranno sobbarcarsi, a partire da Aprile 2020, una spesa di circa 645 dollari per acquistare la necessaria licenza. Laddove, però, non è chiaro se tale costo sia “una tantum” o se un balzello periodico.

Mala tempora currunt, quindi, per il settore svapo anche in terra canadese. Colpo di coda, probabilmente, della epidemia-farsa avutasi a fine estate negli Stati Uniti. Ma la grande sensazione è che ci si ritrovi al cospetto di decisioni istituzionali prese senza piena nozione di causa se non, addirittura, sotto l’influenza di ben altri meccanismi