Canada, liquidi alla nicotina: da ieri i divieti

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Ieri è stato il d-day in Canada.
Ieri, infatti, Giovedi 8 Luglio, è entrata ufficialmente in vigore la norma statale che proibisce la commercializzazione di e-liquid che abbiano aromi dolci e fruttati nonchè concentrazioni di nicotina superiori a 20 mg/ml.
Con decorrenza lo start del provvedimento, tuttavia, per ulteriori due settimane,
gli Organi di supervisione concedono un periodo cuscinetto, di tolleranza.
Vale a dire che in questo lasso temporale i venditori avranno la possibilità di sfoltire le rimanenze in magazzino non già attraverso la vendita bensì tramite la restituzione al produttore o il conferimento presso aziende di smaltimento.
Decorso questa ulteriore fase di quindici giorni, però, se ad un eventuale controllo si venisse beccati con la residua presenza nei negozi di questa tipologia di merce,
scatterebbero le sanzioni.
E’ una svolta estremamente brusca, tosta quella che si sta consumando nello Stato nordamericano dettata dal convincimento (errato, secondo parte della scienza) che
la e-cig creerebbe, attraverso il consumo di determinate tipologie di liquidi, una pericolosa assuefazione e, quindi, un futuro da potenziale fumatore.

LA “STRETTA” RIGUARDA ANCHE GLI AROMI DOLCI E FRUTTATI

Sempre secondo quanti hanno concepito la legge, sarebbero stati molto utilizzati, tra i giovani canadesi, liquidi con un tasso nicotinico pari a 35, 50 ed oltre milligrammi, tipologie che ora, in virtù delle nuove disposizioni, sono state del tutto bannate.
Riteniamo che, con queste nuove soluzioni, si possa determinare una minore dipendenza da nicotina e, quindi, un più facile distacco dall’utilizzo di tali prodotti”.
Così ha commentato Julia Hartley, Coordinatrice dell’associazione “Pei Lung”, nell’esprimere soddisfazione per la nuova misura governativa che, si ricorda, ha valore federale, complessivo e non limitato ad una specifica regione.
Rispetto alla effettiva utilità di questa disciplina, non sarà che il tempo a fornire
risposte.
In particolare, il riferimento specifico è alla stretta sui “sapori” dal gusto “variegato”, bisognerà capire se tale iniziativa potrà avere o meno conseguenze in termini di aumento della incidenza dei fumatori.
Il precedente già descritto da questa testata di San Francisco, tanto per citarne uno, è, al riguardo, poco rassicurante.