Bufala dagli Usa: Evali causato dalla nicotina

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La nuova bufalona arriva dagli States.
Meglio dirsi, un nuovo e chiaro esempio di disinformazione.
Ebbene si perchè c’è chi, in piena pandemia, momento che già di per se pretenderebbe abbondanti dosi di equilibrio, non ha meglio da dire e da fare se non ripescare la questione Evali:
Una questione, cioè, morta e sepolta e della quale sono state accertate chiaramente le responsabilità rintracciandole nei liquidi di contrabbando ed illegali che qualche avventato consumatore ha inserito nelle proprie sigarette elettroniche.
Ciò, ovviamente, in barba ad ogni regola di prudenza e buonsenso.
La “vitamina e acetato”, in particolare, ad essere finita sul banco degli imputati: è proprio lei, come da più parti accertato e come riconosciuto anche dalla Food and Drug Administration – Organo supremo nella Sanità Usa – la sostanza che ha spedito in ospedale o al mondo dei più centinaia di pazienti americani.
Per l’esattezza determinando 68 decessi e ospedalizzazioni (circa 2800) sparsi in ognuno dei 50 Stati Usa.

DOTTOR PHIL, FALSITA’ DAVANTI A 2,9 MILIONI DI SPETTATORI

Ebbene, si diceva, nonostante queste schiaccianti evidenze, persiste qualcuno, tuttavia, che vuole rimescolare le carte.
Si chiama Phillip Calvin McGraw, al secolo dottor Phil, ed è un conduttore tv il cui format è seguito mediamente da 2,9 milioni di spettatori.
Ebbene, nel contesto di uno dei suoi show, tale dottor Phil ha sostenuto come Evali sia da ricondurre non già ai liquidi di contrabbando bensì alla nicotina presente all’interno degli e-liquid.
Una affermazione falsa quanto grave, priva di fondamento scientifico ed assolutamente pericolosa dal momento che potrebbe indurre quanti impegnati in un processo di smoking cessation, o intenzionati a intraprenderlo, a recedere dal proprio obiettivo con la conseguenza di lasciarli invischiati nella rete del fumo.
Un esempio più che eloquente di quanto la disinformazione possa produrre danni.
Non mancano, al riguardo, critiche veementi all’indirizzo di McGraw francobollato, da più parti, come un “mercante di paura”