Brutte notizie, consumi sigarette non calano col Covid

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Lock down? Crisi economica e necessità di “ottimizzare” le uscite puntando solo su prodotti di primissima necessità (leggi alla voce alimenti e medicine)? Macchè. Nulla di tutto questo. Vi è un “bene” al quale, infatti, coloro che ne sono avvezzi, sembra proprio non possono proprio rinunciare. Ovvero, le sigarette.

Questo, quanto meno, è ciò che sostiene Jack Bowles, Amministratore delegato di British American Tobacco, la seconda azienda al mondo per quel che riguarda la produzione di tabacco. Bowles snocciola la sua tesi, ovviamente, sulla base di precisi dati e numeri.

Non vediamo alcun cambiamento nei modelli di consumo di sigarette per effetto del fenomeno Covid – ha sottolineato lo stesso – È un acquisto quotidiano, quindi i consumatori continuano ad andare al negozio, anche in Italia e Francia, dove le tabaccherie sono ancora aperte”.

Lasciamo ogni speranza, dunque, noi che speravamo (giustamente) che la quarantena e tutti gli annessi e connessi del particolare momento potessero indurre qualche fumatore a scalare un po’ la marcia se non, addirittura, a dire addio a pacchetti ed accendini. Speranze vane.

IL FATTORE ANSIA PORTEREBBE ADDIRITTURA AD INCREMENTI

Anzi, al danno si aggiunga anche la beffa, il fattore ansia/noia potrebbe giocare un brutto scherzo portando, addirittura, all’incremento dei consumi quotidiani da parte del singolo se non ad una ripresa del vizio da parte di quanti si erano riusciti a “scollare” da esso.

Un tema, questo, di cui, del resto, avevamo già trattato attraverso le pagine di Svapo Magazine a proposito dell’iniziativa della Lilt di attivare di un numero verde di supporto a quanti, nel particolare contesto di questi giorni, si fossero sentiti particolarmente tentati dal fumo. Notizie non buone, in definitiva, quelle che vengono da Bowles.

Con gli incalliti della sigaretta non può neppure il Covid. E se, poi, qualcuno si mette anche a dire che la nicotina protegge dal contagio e dalle forme gravi – ebbene – possiamo dire, allora, che la frittata è veramente fatta. E pure servita.